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Cronaca

MESTRE/ Accattoni violenti: parroco del Duomo costretto a istituire ronde

Don Bonini si è detto costretto a istituire una ronda fai-da-te contro gli accattoni violenti che hanno stanziato l'accampamento in quella zona e bivaccano sul sagrato

Un accampamento romUn accampamento rom

Chiedere la carità non è reato, ma pretenderla, per giunta con modi violenti, non è il miglior modo di entrare in rapporto con la comunità parrocchiale in cui si è ospiti. Il parroco del Duomo di Mestre, monsignor Fausto Bonini, si è sentito costretto a intervenire sulla spinosa diatriba scatenatasi all'indomani dello sgombero della tendopoli degli zingari di via Ca' Marcello. “Ho fatto sapere a Comune, servizi sociali, forze dell’ordine che alla domenica siamo invasi da questa gente che entra in chiesa, domanda la carità, pretende che tu gli dia soldi”, ha raccontato e ha aggiunto: “Sono dovuto ricorrere ad una persona che mi aiuta, che parla la loro lingua e sa rispondergli a dovere, organizzare una vigilanza parrocchiale”. Quello che non va giù a parroco e fedeli è soprattutto il fare minaccioso di queste persone, che in più occasioni non hanno esitato a disturbare persino le funzioni religiose, piantonando i devoti all'uscita delle messe, pressandoli per avere un'offerta e in alcuni casi persino assalendoli. “Una signora tornando dal rosario è stata buttata a terra per rubarle la borsa”, aggiunge al racconto don Bonini, “e qualche giorno fa uno si è messo ad urlare con le mamme che andavano a prendere i bambini, dicendo che avrebbe rapito i loro figli”. Ma non solo, i nomadi userebbero persino sagrato e gradinate del Duomo per dormire e fare bivacchi, lasciando poi il suolo pieno di sporcizia. Bonini si dice preoccupato, tanto più che non esistono leggi che tutelino i cittadini italiani dalle incursioni di rom violenti, dal momento che ora sono cittadini dell'Unione Europea.

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