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PIEMONTE/ Caso derivati, la difesa della Regione: contratti in Inglese e troppo complessi

Pubblicazione:domenica 7 luglio 2013

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Nel 2006 la Regione Piemonte emise 1.8 miliardi di obbligazioni e, per tutelarsi dai rischi legati alle variazioni dei tassi d’interesse, acquistò da Merrill Lynch, Dexia e Intesa Sanpaolo dei derivati. Tuttavia, qualcosa andò storto, l’amministrazione fu costretta a pagare tassi altissimi e, dal 2012, decise di non pagare più alle banche le rate, affermando di esser stata truffata. In sostanza, sostiene che gli istituti di credito non abbiano fatto tutto ciò che era in loro potere e che era obbligo fare affinché gli strumenti derivati venissero compresi appieno da chi li stava sottoscrivendo prima dell’apposizione della firma. La Regione sostiene – a quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg - che i contratti erano troppo difficili. Impossibili da comprendere e oltretutto, in inglese. Nel processo che si è spostato a Londra dopo che il Tar si è detto non competente in materia, i legali della Regione hanno affermato, inoltre, che i contratti non siano validi in Italia, e che presentassero una serie di clausole oscure, che hanno consentito agli istituti guadagni non regolari. Con Merrill Lynch si è raggiunto un accordo privato, una sorta di patteggiamento, mentre Dexia e Intesa pretendono che i 36 milioni che gli spettano gli vengano immediatamente liquidati.



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