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LA TELEFONATA/ Così Papa Francesco mi ha convinto a "perdonare" Dio per la morte di mio fratello

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Penso sia stato un segno che mio fratello ci ha mandato dal cielo. È stato mio fratello che ha voluto darci un segno di conforto, di coraggio, per andare avanti. Ha fatto in modo che il Pontefice ricevesse quella lettera e ci chiamasse.

Tutti vorrebbero ricevere una carezza come quella che le ha dato il Papa. Non crede che è anche per questo che la stanno cercando in molti?
Sicuramente.

Il Papa ha pianto quando ha letto la sua lettera. Cosa vi siete detti al telefono?
Quello che ci siano detti è una cosa che non voglio rendere pubblica, voglio tenerla nel mio cuore. Non sarebbe giusto anche nei confronti del Pontefice. Però quello che mi è successo è un segnale di speranza per tante persone.

Andrà a trovarlo?
Non lo so ancora. Sto ancora vivendo questa emozione grandissima e non so ancora cosa farò in futuro.

Soffre meno adesso quando pensa a suo fratello?
Il dolore è lo stesso. Adesso c’è un po’ più di speranza, un po’ più di coraggio. Quella speranza che avevamo perso quando era successa quella tragedia.

A Dio aveva detto che non perdonava la morte di suo fratello. Adesso cosa gli dice?
(Sorride) Adesso la cosa è cambiata. Quello era stato un momento di rabbia. Lo si può capire. Non avevo risposte per tutto quello che era successo. Era una situazione molto difficile da superare. Adesso è come aver visto una luce in fondo al tunnel, una luce di speranza. E per quella speranza che il Papa mi ha aiutato a vedere, per me vale la pena andare avanti.

Grazie
Grazie a voi.



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