BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

PAPA/ Francesco dice no ai "professionisti" del desiderio (e della fede)

Papa Francesco (InfoPhoto)Papa Francesco (InfoPhoto)

Francesco ce lo chiede senza scrupoli: "il vostro cuore, quindi, sa ancora desiderare? [...] E che cosa desidera?" Senza questa freschezza, senza questa passione, diventeremo solo dei professionisti della fede, perdendo lo status più bello che è quello di innamorati, di amati da un Amante tenace che vuole solo noi, la nostra vita. E la vuole per portarla alla Festa che da sempre Lui ha preparato per il nostro cuore. Che fine hanno fatto, quindi, le nostre lacrime? Che fine hanno fatto le nostre lotte? Che fine hanno fatto i nostri desideri? La vita non c'è per diventare cinici, né per ridursi ad avere la sensibilità dei sassi. La vita c'è per correre. Per correre verso Cristo. Forse è il caso di rimetterci in discussione. Forse è il caso di seguire Papa Francesco.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/08/2013 - Permettere la costruzione (Daniela Blandino)

Vorrei solo sottolineare come il Papa, in ciò che ci dice per richiamarci alla fede, ci additi come il Signore sia il grande costruttore che ci attira, ci ama, e come acutamente diceva qualcuno tempo fa "Muore dalla voglia di stare con noi”. In questo anno della fede mi sento chiamata (e non è una cosa facile) a consegnarmi a questa sua iniziativa e credo che questa sia l'unica strada per costruire la pace, l'unità, possibile tra chi si riconosce identicamente attratto e per uno sguardo umano su ogni persona. Diversamente potrebbe esserci un estremo, sottile tentativo ideologico di impadronirsi della costruzione. Non credo che noi possiamo creare l'unità, e nemmeno che possiamo imprimere una svolta moralizzatrice pensando che sia tutto da rifare e che adesso si riparte da una purezza. Il Signore da sempre costruisce come vuole, con chi vuole (puri e impuri), perfino con ciascuno di noi, e bisogna stare attenti perché il grano dal loglio ci penserà lui a separalo a suo tempo se no si rischia di buttare via frutti insperati. Trovo che questa questione della fede sia davvero una rivoluzione. Daniela Blandino

 
12/08/2013 - Semplicità (luisella martin)

Per la fede vale lo stesso principio che ispira le scoperte scientifiche:la natura é semplice ed é con strumenti semplici (seppure eccezionali) che se ne individuano le leggi. Se la fede é l'incontro con Gesù ed io sono certa che lo sia,almeno per me,allora ciò che decidiamo di fare non dipende solo da noi, ma anche dal nostro Amico; per quanti sforzi facciamo non riusciamo a prendere la "laurea" in fede e dintorni ... Leggendo l'ultima enciclica mi ha scossa la definizione di "cristiani arroganti" che ho sentito ahimè vera anche per me,riferita credo proprio ai professionisti della fede! Trovo miracoloso questo Papa che manifesta con dolcezza e semplicità la sua fede; e non vi é altro modo per farlo che non assomigli a quello dell'angelo caduto(che, anche lui, crede in Dio!)

 
12/08/2013 - La fede (Paolo Migliaro)

Il dato della fede non è per tutti. Non è una necessità spiritualmente imprescindibile: di fatto la fede in Cristo non è nel desiderio di ciascuno. L'esistenza che ha le connotazioni culturali della vita vissuta nelle avventure vitali delle pratiche, ha bisogno di molto tempo per le comprensioni più profonde, ha bisogno della libertà dei condizionamenti, delle precomprensioni, dei pregiudizi. Se il riduzionismo a credo, a regolette e a rito, è per tanta parte l'atteggiamento costitutivo preponderante della cristianità rilevata nei praticanti è perchè manca il senso maturo della fede, nella sua essenzialità, nella storia della sua origine e processo. Perchè crediamo? Perchè non si crede come si dovrebbe? Queste due domande dovrebbero porsi dentro un ambito particolare: perchè l'altro non crede? Perchè se io e tu crediamo, dobbiamo occuparci assolutamente dell'altro. La grande omissione! Ne conseguirebbe un percorso nuovo dove potremmo capire in profondità ancor meglio chi siamo; le nostre deficienze insieme alle problematiche complesse che rimandano alla mancanza del desiderio.