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GIADA LUNARDON/ Il padre: il donatore americano non è mai esistito

La triste vicenda di una ragazzina di undici anni morta di leucemia dopo che il donatore americano si è rifiutato di sottoporsi all'intervento a causa della nazionalità della ricevente

Una puntura (Foto: Infophoto) Una puntura (Foto: Infophoto)

LA STORIA DI GIADA LUNARDON. IL PADRE: IL DONATORE AMERICANO NON E' MAI ESISTITO - Il presunto donatore di midollo osseo americano, colui che avrebbe rifiutato il trapianto dopo essere venuto a conoscenza della nazionalità di Giada Lunardon, la bambina italiana di 11 anni morta poco dopo di leucemia, in realtà non è mai esistito. A dirlo sono sia il papà della piccola, Secondo, sia il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa. “L’unica verità è che nostra figlia è morta di leucemia, il resto sono solo una valanga di bugie”, scrive su Facebook il padre di Giada. “Non è vero che un americano si è rifiutato di donare il midollo, mai si è cercato in America perché avevamo già due donazioni, una dalla Spagna e una dalla Germania, ma il donatore tedesco, un uomo di 39 anni, era più compatibile avendo 11 punti in comune su 12”. Giada però si è aggravata e “non poté ricevere il midollo osseo”, ma “questo signore era molto dispiaciuto e ci rinnovava la disponibilità appena Giada avesse potuto riceverlo rendendosi disponibile in qualsiasi momento e addirittura venendo in Italia per agevolare la donazione”, scrive il padre. Inoltre, aggiunge Secondo Lunardon, “la giornalista che ci ha intervistato si è dimostrata una persona falsa e ignobile” e “Mediaset ha perso una grandissima occasione per divulgare a milioni di persone la realtà dei fatti, dato che hanno fatto dei servizi giornalistici senza neanche verificare la notizia con i diretti interessati e l’onere della prova”. Mediaset, secondo il padre, ha “calpestato quanto di più sacro è per noi genitori, una figlia che ha sofferto tantissimo per una vita così breve e lasciandoci a 11 anni appena compiuti. Speculando avidamente per conto del loro dio denaro e della loro amica, la bugia, che li accompagna sempre in ogni loro esternazione”.

LA STORIA DI GIADA LUNARDON - La storia è raccontata con cautela dai giornali locali, quasi con il pudore di chi, davanti a tanta disumanità, in fondo non ci crede che possa essere successo davvero. Ma i fatti rimangono. Il bel sorriso da bambina di Giada Lunardon, una ragazzina di undici anni di Vallonara di Marostica, si è spento per sempre. Per colpa di una leucemia. Una malattia che da dolore e toglie ogni speranza, si può dire. E invece no. La speranza l'aveva lasciata, a Giada, alla sorellina Gaia e a tutta la famiglia Lunardon, come a chi a Giada voleva bene. Ma è stata ammazzata proprio da chi l'aveva suscitata, dal donatore. Si perchè nella banca mondiale dei donatori di midollo osseo, incredibilmente, una compatibilità si era trovata. Con un donatore americano. Ma qui interviene l'assurdo: il donatore, una volta saputo che la bambina undicenne a cui avrebbe salvato la vita non era una sua connazionale, ma italiana ha deciso di rifiutare il trapianto. Un rifiuto che ha condannato di fatto a morte la piccola Giada, aggravatasi troppo per sostenere l'intervento quando un secondo donatore (tedesco) fu giudicato compatibile e - questa volta - non si sarebbe opposto. Ora però il rifiuto, seppure ineccepibile dal punto di vista formale, da parte del donatore americano è motivo di strazio per i genitori della povera ragazzina. Ineccepibile non certo per il motivo, la nazionalità della ragazza, che non è stato confermato, ma quanto perchè l'intervento è lungo e non proprio indolore. Resta comunque lo sconcerto per un controsenso di un dono che non si è voluto fare e per una vita che si è spenta, all'apparenza, per un capriccio ideologico che nessuno, di fronte al sorriso della piccola Giada, potrebbe asserire di comprendere davvero.

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COMMENTI
09/08/2013 - commento (francesco taddei)

ecco il risultato del razzismo dei media anglosassoni, maestri di democrazia. riflettano gli italians che pendono dalle loro labbra.