BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

OMOFOBIA/ La nuova legge della California, un "attentato" alla realtà

Pubblicazione:

Alcuni travestiti durante una manifestazione (Foto: Infophoto)  Alcuni travestiti durante una manifestazione (Foto: Infophoto)

Viene da chiedersi quale immagine di studenti, idea di educazione ed esperienza di educatore hanno tenuto presente i legislatori della California (e quanti li sostengono con la propaganda dell’ideologia del gender attraverso i mass media) nel predisporre questa legge: di certo non quella che sta davanti ai nostri occhi (anzitutto quelli dei genitori e degli insegnanti) quando guardiamo con simpatia ai ragazzi e ai giovani (etimologicamente, sun pathos significa con la stessa loro “passione” per la vita) per quello che essi sono e per quello che noi siamo, realmente.
La ricerca della verità di noi stessi, della nostra identità (che è identità sessuata), è un percorso impegnativo, faticoso sin da quando si è piccoli, e talvolta non privo di incertezze, di dubbi, di limiti e di errori. Di tutto questo devono tenere conto i genitori, gli educatori, gli insegnanti, i legislatori e i giudici. Senza scavalcare, far fuori il paragone con la realtà di chi è in faticoso cammino per diventare adulto. O, peggio, mascherando la realtà con le proprie convinzioni, sostituendo ad essa l’idea che di essa ci si è fatti.
I ventuno senatori della California che hanno votato a favore della legge sono rimasti ostaggio dell’ultima grande ideologia del Novecento, quella del gender, la cui tesi principale, in sintesi, afferma che non si è uomini e donne in ragione di un’identità antropologica sessuata che si sviluppa gradualmente già a prima della nascita e trova il suo compimento nella maturità, ma lo si diventa solo in quanto ci si riconosce tali attraverso una costruzione psicologica, sociologica e culturale della propria identità di genere. Senza negare l’influenza, talora fortemente incisiva, del vissuto emotivo, relazionale ed educativo nel processo di maturazione del proprio io uomo-donna, occorre riaffermare ciò che sta prima (in senso ontologico, non cronologico) per poter recuperare le istanze che insorgono nel corso dello sviluppo e del percorso educativo familiare, scolastico e sociale e che si intrecciano con la biologia e la psicologia del soggetto in crescita. Per capire e aiutare le “crisi di identità sessuale” occorre comprendere – come ci ricorda Papa Francesco – che «non è una crisi culturale. È una crisi dell’uomo: ciò che è in crisi è l’uomo!» (Veglia di Pentecoste con i movimenti ecclesiali, Piazza San Pietro,18 maggio 2013).



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >