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MADONNA ASSUNTA/ Nelle macerie dell'Aquila, il desiderio di perdono

Tiziano, Assunta (1516-18) (Immagine d'archivio) Tiziano, Assunta (1516-18) (Immagine d'archivio)

Ma sono altri i momenti che devono catturare il cuore degli aquilani e di coloro che arriveranno in città per l'occasione. Non è da tutti e non è per tutti la possibilità di avere ogni anno un Giubileo. A Roma si attendono 25 anni. L'Aquila, grazie a Celestino V, questo appuntamento accade ogni dodici mesi. È l'accadere che distingue la Perdonanza da una normale festa in costume d'epoca in un momento religioso di altissima levatura. Quel perdono che monsignor Gianfranco De Luca affronterà nella celebrazione la notte del 28 agosto e che renderà ancor più attuali le parole di papa Francesco. Il perdono diventa richiamo alla nostra quotidianità, ricorda l'ultimo atto di Gesù Cristo in croce, poco prima di morire. Traccia una strada che spesso è tortuosa, spesso dimenticata, che deve essere rivissuta. 

L'Aquila che ha sofferto, L'Aquila che soffre, L'Aqula che vuole rivivere quel gesto che ogni anno si ripropone senza mai diventare abitudine. Capace di scuotere l'animo dell'uomo più di un terremoto.

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