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Cronaca

IL CASO/ Gli atei più intelligenti dei credenti? Meno male che siamo "stupidi"...

Uno studio dell'università di Rochester (New York, Usa) è giunto ad una certa e incontrovertibile convinzione: gli atei sono più intelligenti dei credenti. FEDERICO PICHETTO

Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-1, particolare) (Immagine d'archivio)

Uno studio dell'università di Rochester (New York, Usa), pubblicato sulla prestigiosissima rivista accademica Personality and Social Psychology Review, ha rielaborato ben 63 studi precedenti, condotti in occidente a partire dal 1921, ed è giunto ad una certa e incontrovertibile convinzione: le persone atee sono più intelligenti delle persone credenti.

Il dato è lì, sotto gli occhi di tutti, e poco importa tirare fuori l'anima di difensore della fede che c'è in ogni credente: i dati sono dati.

La cosa, a dire il vero, non mi sembra affatto preoccupante. E non solo perché, smontando in due secondi la sensazionale scoperta, potremmo chiedere di che tipo di intelligenza stiamo parlando e di che tipo di credenti stiamo discutendo, ma anche e soprattutto perché siamo certi che questo tipo di ricerche non viene pubblicato senza interessi, senza rabbia, senza intenzioni, senza ideologia. 

Il professor Miron Zuckerman, responsabile dello staff che ha prodotto lo studio, probabilmente sapeva benissimo che - dinnanzi ad un simile risultato - sarebbero fioccati immediatamente le critiche, i contrasti e le barricate di chi, ancora oggi - nel 2013 - si definisce credente. Ogni ideologia, per essere completa e piena, ha bisogno di un nemico. L'errore che tanti cattolici fanno, oggi più che in passato, è quello di rispondere alle provocazioni e alle critiche non sincere con obiezioni meditate e fondate, ma totalmente inutili. Il punto è che la gente che pubblica questi risultati non aspetta altro che le nostre reazioni: hanno bisogno come il pane che noi controbattiamo per continuare a vivere (e a vendere). Se Dio esista o no, a questi signori, poco importa. A loro importa che esista qualcuno che ci creda e che si arrabbi ogni qual volta si pubblica una notizia o si fa una proposta che si mostra in tendenza opposta ad un certo credo o ad una certa morale. Quello di cui necessitano è di un nemico da alimentare per poter continuare a esistere come blocco culturale, sociale e politico. 

L'unico collante di una società come la nostra, svanito il sogno dell'unità delle nazioni, è lo sforzo contro il nemico, è l'avversione contro un'idea o un mondo che - idealmente - rappresenta tutto quello che ancora deve essere abbattuto per raggiungere la libertà e la pace. Noi cristiani, per i signori della scienza, siamo un po' questo: si nascondono dietro a noi per non vedere il limite della loro ideologia, per non capire che il problema della vita non è quante molecole ha mia moglie, ma come faccio ad amarla per sempre. 


COMMENTI
19/08/2013 - L'intelligenza (luisella martin)

La capacità di capire, che chiamiamo intelligenza, non é facile da definire e tantomeno da affibbiare a questo e quell'altro. Provarono gli americani a misurarla con i famosi test, riducendoa ad una frazione, ma si accorsero ben presto che si trattava di una funzione che cambiava nel tempo. I test avremmo dovuti farli quasi ogni giorno e mancava un'unità di misura! Venne a Roma, alla facoltà di matematica della seconda Università,da Pisa, una simpatica e colta signora a guidare un seminario sull'intelligenza. Chiese ad ognuno dei presenti di scrivere, ciascuno su un fogliettino, che cosa intendevamo per intelligenza. Alla fine lesse le nostre definizioni e le commentò:erano tutte diverse, profondamente diverse l'una dall'altra. Se é difficile dire chi sono gli uomini intelligenti, é ancora più difficile dire chi sono i credenti e definire quali ambiti accettare per definire la fede:nella scienza? Nell'astrologia? In Cristo? Nelle teorie elettromagnetiche? Credere nei buchi neri e nell'orizzonte degli eventi è forse più intelligente che credere nel messaggio evangelico? Secondo me, alla fine, vale la considerazione che sono solo gli stupidi a credere di essere più intelligenti di altri!