BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MEETING 2013/ Il messaggio di papa Francesco: "l'urgenza di restituire l'uomo a se stesso"

Pubblicazione:sabato 17 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 18 agosto 2013, 9.19

papa Francesco (Infophoto) papa Francesco (Infophoto)

Il messaggio che attraverso il Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, il Santo Padre Francesco ha inviato a mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, in occasione dell'apertura della XXXIV edizione del Meeting per l'amicizia tra i popoli dal titolo "Emergenza Uomo", che si apre domani a Rimini.

A Sua Eccellenza Rev.ma
Mons. FRANCESCO LAMBIASI
Vescovo di Rimini

Dal Vaticano, 14 agosto 2013

Eccellenza Reverendissima,
con gioia trasmetto il cordiale saluto del Santo Padre Francesco a Vostra Eccellenza, agli organizzatori e a tutti i partecipanti del Meeting per l'amicizia tra i Popoli, giunto alla sua XXXIV edizione. Il tema scelto - «Emergenza Uomo» - intercetta la grande urgenza di evangelizzazione di cui più volte il Santo Padre ha parlato, nella scia dei Suoi Predecessori, e ha suscitato in Lui profonde considerazioni che di seguito riporto.

L'uomo è la via della Chiesa: così il beato Giovanni Paolo II scriveva nella sua prima Enciclica, Redemptor hominis (cfr n. 14). Questa verità rimane valida anche e soprattutto nel nostro tempo in cui la Chiesa, in un mondo sempre più globalizzato e virtuale, in una società sempre più secolarizzata e priva di punti di riferimento stabili, è chiamata a riscoprire la propria missione, concentrandosi sull'essenziale e cercando nuove strade per l'evangelizzazione.

L'uomo rimane un mistero, irriducibile a qualsivoglia immagine che di esso si formi nella società e il potere mondano cerchi di imporre. Mistero di libertà e di grazia, di povertà e di grandezza. Ma cosa significa che l'uomo è la "via della Chiesa"? E soprattutto, che cosa vuol dire per noi oggi percorrere questa via?

L'uomo è via della Chiesa perché è la via percorsa da Dio stesso. Fin dagli albori dell'umanità, dopo il peccato originale, Dio si pone alla ricerca dell'uomo.  «Dove sei?» - chiede ad Adamo che si nasconde nel giardino (Gen 3,9). Questa domanda, che compare all'inizio del Libro della genesi, e che non smette di risuonare lungo tutta la Bibbia e in ogni momento della storia che Dio, nel corso dei millenni, ha costruito con l'umanità, raggiunge nell'incarnazione del Figlio la sua espressione più alta. Afferma sant'Agostino nel suo commento al Vangelo di Giovanni: «Rimanendo presso il Padre, [il Figlio] era verità e vita; rivestendosi della nostra carne, è diventato via» (I, 34, 9). È dunque Gesù Cristo «la via principale della Chiesa», ma poiché Egli «è anche la via a ciascun uomo», l'uomo diventa «la prima e fondamentale via della Chiesa» (cfr Redemptor hominis, 13-14).

«Io sono la porta», afferma Gesù (Gv 10,7): io sono, cioè, il portale d'accesso ad ogni uomo e ad ogni cosa. Senza passare attraverso Cristo, senza concentrare sui di Lui lo sguardo del nostro cuore e della nostra mente, non capiremmo nulla del mistero dell'uomo. 


  PAG. SUCC. >