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CASO PIRAS-ISINBAYEVA/ Binetti: è la prova che l'omofobia serve a colpire i "normali"

Yelena Isinbayeva (Infophoto) Yelena Isinbayeva (Infophoto)

Tutti sanno perfettamente che mentre alla Camera si discute la legge contro l'omofobia, al Senato si discute quella sul riconoscimento delle unioni civili. Che la legge contro l'omofobia possa quindi diventare un piano inclinato per facilitare l'approvazione delle altre leggi è quindi una preoccupazione tutt'altro che infondata. Il punto chiave su cui si addensano le nostre perplessità è quello che pone sullo stesso piano gli atti di violenza, a cui tutti diciamo un no assolutamente convinto, di qualunque forma di violenza si tratti!, e gli atti di discriminazione, senza affatto precisare che sottolineare delle differenze, oggettive, reali, non significa affatto discriminare, ma semplicemente prendere atto della realtà. 

Si può votare una legge che dice no alla violenza? Si può e si deve!, si può votare una legge che usa in modo ambiguo il termine discriminazione e quindi lascia la legge in mano alle interpretazioni dei magistrati, che potrebbero usarla per un riconoscimento di fatto di unioni omosessuali, anche in mancanza di una legge ad hoc? A mio avviso non si può votarla e soprattutto non si può farla passare senza sollevare a priori le sue zone d'ombra e di incertezza.   

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COMMENTI
20/08/2013 - Il pensiero (luisella martin)

Coloro che pensano che la natura (uomo, animali e piante) si riproduce attraverso la differenziazione dei due sessi e che ciò costituisce la normalità dei fatti, dovrebbero stare molto attenti quando parlano, per non far trapelare dalle loro parole quei pensieri e quelle idee; una legge potrebbe ritenere offensive quelle parole e sanzionare quelle idee. Credo che non poter esprimere liberamente il proprio pensiero sia la forma di dittatura peggiore che l'uomo ha dovuto subire nel corso dei secoli! Come si chiamano quelli che non esprimono il loro pensiero, ma lo nascondono o lo mascherano? Ipocriti? Opportunisti? Temo siamo avviati tutti verso questo tipo di società e non vedo come fermare questa deriva. Che lo Spirito Santo illumini i nostri governanti!

 
18/08/2013 - Sessualità e sonno (vero) della ragione (CARLA VITES)

Se ancora la nostra epoca è infarcita del dubbio che la fede abbia 'addormentato' la ragione sarebbe bene riprendere l'antica titolazione data dal Goya ad una sua opera: "Il sonno del Ragione genera mostri" e finalmente capire che la cosiddetta Ragione non fa che addormentarsi su se stessa come il patetico caso Piras ha brillantemente mostrato. E vincere il complesso di inferiorità che ci impedisce di cogliere l'insegnamento di Ratzinger ribadito nell'ultima enciclica per cui soltanto la visione del reale per quello che è e che solo la fede in Dio creatore consente può svegliare dal suo sonno la ragione. Solo così ci accorgeremo qual è la posta in palio per cui stiamo perdendo quella "trasparenza simbolica della corporeità degli esseri umani per sostituirla con l'equivalenza funzionale dei sessi" (Ratzinger, Opera Omnia, XII), complici Disegni di leggi, esternazioni improvvide, ma anche film e telefilm formato 'famiglia' ormai.