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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Il 2 agosto si festeggia Sant'Eusebio, primo vescovo di Vercelli e patrono del Piemonte

Sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli, che consolidò la Chiesa in tutta la regione subalpina e per aver confessato la fede di Nicea fu relegato dall’imperatore Costanzo 

Sant'Eusebio di VercelliSant'Eusebio di Vercelli

Il 2 agosto viene commemorato Sant'Eusebio di Vercelli Vescovo. Eusebio nacque in Sardegna tra la fine del III secolo e gli inizi del IV secolo. Rimasta vedova, la madre decise di trasferirsi con i suoi due figli nella città di Roma. Qui Eusebio intraprese i suoi studi ecclesiastici divenendo prima Lettore e poi Sacerdote dell'Urbe. Apprezzato e stimato da Papa Giulio I, Sant'Eusebio venne nominato dallo stesso primo Vescovo della nascente Arcidiocesi di Vercelli (Piemonte). Con il suo nuovo incarico, Eusebio iniziò sin da subito la sua missione di evangelizzatore, in una regione ancora per la gran parte votata al paganesimo. Ispirandosi a un'opera scritta da Sant'Atanasio di Alessandria sulla vita di Sant'Antonio Abate d'Egitto, considerato il fondatore del monachesimo cristiano, istituì una confraternita sacerdotale basata sulla vita in comune.

Sant'Eusebio fu un tenace oppositore, insieme a Sant'Atanasio, delle teorie ariane che non riconoscevano in Cristo la natura divina al pari del Padre in contrapposizione alla dottrina della Trinità, il cosiddetto Credo Niceno. Nonostante Ario di Alessandria fosse stato scomunicato per eresia nel 325 al primo Concilio di Nincea, l'arianesimo contò molti sostenitori, per la maggior parte orientali, al punto di essere proclamata la religione ufficiale dell'Impero Romano, in Oriente, ai tempi di Costanzo II, figlio di Costantino il Grande. L'appoggio imperiale di Costanzo all'arianesimo, in contrapposizione al fratello Costante che governò l'occidente e che sostenne il Credo Niceno, provocò molte dispute tra gli ecclesiastici delle due fazioni, anche se l'intento dell'Imperatore Costanzo è sempre stato quello di unificare la Chiesa. Si susseguirono vari Concili, scomuniche, esili e rinonime. Lo stesso Sant'Atanasio, Vescovo di Alessandria di Egitto, venne esiliato per ben 5 volte.

Al terzo esilio del Vescovo Atanasio, Papa Liberio diede incarico al Vescovo Eusebio e Lucifero, Vescovo di Cagliari, di andare dall'Imperatore Costanzo II per chiedere un altro Concilio per mettere fine alle contese tra gli ariani e gli ecclesiastici orientali. Il Concilio venne indetto nel 355 nella città di Milano, presieduto dallo stesso sovrano, dove gli ariani furono in netta maggioranza. Gli ariani riproposero l'esilio del vescovo Atanasio di Alessandria, mentre il Vescovo Eusebio, appoggiato dal Vescovo Lucifero di Cagliari e dal Vescovo Dionigi di Milano, propose di unificare la loro fede approvando il Credo di Nicea. Questa sua proposta provocò l'insurrezione di quasi tutti i vescovi presenti, compresi i fedeli, al punto che l'imperatore decise di spostare il Concilio, escludendo i fedeli, nella sua dimora imperiale.

Le conclusioni del Concilio di Milano furono di ricondannare il Vescovo Atanasio all'esilio. I vescovi Eusebio, Dionigi e Lucifero si opposero con tutte le loro forze e il sovrano, non vedendo nessun cedimento da parte loro, si vide costretto a esiliarli. Il Vescovo Eusebio venne esiliato a Scitopoli (Palestina) dove vi rimase per qualche anno, in seguito venne mandato in Cappadocia (Asia Minore) e infine nella Tiberiade egiziana.