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Cronaca

MEETING 2013/ John Waters: chi ci farà uscire dal bunker?

John Waters (Immagine d'archivio)John Waters (Immagine d'archivio)

Cosa è vero? Che l'uomo non si fa da sé. Che ciò che sta avvenendo non è possibile che non avvenga. Dopo di che, il più intelligente tra noi lotta per produrre asserzioni definitive e incontrovertibili che iniziano dal fondamento della possibilità e rimangono sufficientemente solide per permettere agli uomini di stare in piedi e tirare avanti. Il bunker chiede prove su tutto e, tuttavia, non sembra capire che gran parte di ciò che "sappiamo" ci arriva in modi che non rispettano queste caratteristiche di dimostrabilità. Ciascuno di noi vive un'esistenza che rimane in maniera preponderante misteriosa e anche una grande conoscenza di tutto aggiunge in realtà molto poco al nostro senso personale del significato ultimo di ogni cosa.

Eppure, sempre più, i modi in cui gli uomini hanno cercato durante i secoli di esprimere e trattenere questo senso della misteriosità sono oggi accantonati nelle nostre culture, lasciandoci solo con una porzione delle nostre ragioni e una concomitante riduzione della nostra operatività. L'uomo moderno si sente sempre più intelligente, ma rimane immobilizzato davanti alle domande con cui si sono confrontati, nella loro pietà, i nostri antenati. La sua testa crede di essere parte del grande progetto per avvicinarsi alla onniscienza umana, ma il suo cuore si sente escluso. Al meglio, sente i suoi dubbi come se fossero solo suoi e pensa sia meglio tenerseli per sé.

Come è successo tutto questo? In che modo ci tocca? E' una condizione definitiva, imposta dal passo del tempo e del progresso, come il bunker ci vorrebbe far credere? E' possibile che l'uomo, dopo essere stato sulla luna, possa cadere in ginocchio stupito e grato? Queste sono alcune delle questioni che sarò onorato di affrontare al Meeting di Rimini di quest'anno. Spero di poter dare un po' di senso a un po' di tutto questo, intendo "senso misterioso", ma anche "senso del bunker", perché è qui che io sarò ascoltato (se lo sarò), perché è qui dove noi tutti dobbiamo continuare a vivere per il momento.

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COMMENTI
20/08/2013 - Emergere per emergenza. (claudia mazzola)

Uno non sta bene quando è pieno di preoccupazioni, ma ce n'è una di preoccupazione che a quanto pare fa bene: la preoccupazione per Dio, bella non ci avevo pensato!