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IL CASO/ Risé-Meluzzi: ecco cosa succede se pedofilo e vittima sono vicini di casa

Pubblicazione:venerdì 23 agosto 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Il secondo è, se possibile, ancora più grave. Mi riferisco alla rottura della fiducia e della confidenza nei confronti del mondo degli adulti. La bambina credeva di poter essere accudita e protetta, ma scopre invece che quello che doveva aiutarla è in realtà un potere impotente o maligno.

 

Lei come ha reagito quando ha appreso la notizia?

La decisione è semplicemente dissennata, non saprei come altro definirla. La famiglia dovrà adesso prendersi cura della bambina nel miglior modo possibile.

 

Un’ultima domanda: cosa può dirci del pedofilo che, dopo aver scontato la pena, si ritrova a vivere nello stesso palazzo della sua vittima?

I pedofili hanno un tratto psicologico che tutta la letteratura riconosce loro, cioè quello di avere un bassissimo tasso di rielaborazione della loro colpa. Raramente riescono a sviluppare un senso di colpa strutturato nei confronti del loro gesto, quindi posso dire che la guarigione dalla pedofilia è un evento decisamente poco frequente, anche se certamente è possibile che non si verifichi più in maniera attiva. Francamente, consiglierei a questo pedofilo di essere molto prudente e discreto, per il bene della piccola e anche per il proprio.

 

(Claudio Perlini)



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