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IL CASO/ Il "pentimento" del pentito Schiavone: non siamo padroni della giustizia

Pubblicazione:domenica 25 agosto 2013

Carmine Schiavone nel video di SkyTg24 Carmine Schiavone nel video di SkyTg24

Chi si getta in mare per salvare una vita umana forse si chiede prima se gli daranno una medaglia o un'intervista?

E chi è stato ucciso dalla mafia senza che lo abbia voluto o desiderato pensava in quel momento: certo avrei preferito vivere, almeno però a uno dei miei figli sarà garantito un posto nella pubblica amministrazione?

Fortunatamente Dio ci ha fatto meglio di come talvolta noi stessi ci conosciamo ed è capace di trarre il bene anche da quello che noi riteniamo inutile e dannoso.

Il Vangelo ci ricorda che bisogna sforzarsi di entrare per la porta stretta, "perché molti cercheranno di entrare e non ci riusciranno". Può accadere che per entrare per la porta stretta occorra lasciare fuori un po' di bagaglio a mano, come capita nei voli low cost, quando pur di risparmiare qualche euro riusciamo a viaggiare con meno oggetti al seguito, imparando − contro voglia − una essenzialità del vivere che può tornare utile nei casi di necessità.

Identificare la nostra misura di giustizia con la Giustizia può essere faticoso, doloroso e provocarci del male, soprattutto se abbiamo avuto la fortuna di incontrarne Una che ha attraversato intatta duemila anni di storia dimostrandosi in grado di rispondere al bisogno di giustizia che abita nel cuore di ogni uomo.

Ma accontentarsi di meno vuol dire far prevalere la mia misura su quella dell'altro, il mio criterio su quello del mio collega.

Insomma anche la giustizia costa e non si può pensare di raggiungerla solo sulla base dei pur legittimi personali convincimenti. Sia che siamo camorristi, sia che siamo giudici, sia che siamo anonimi cittadini.

 



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COMMENTI
25/08/2013 - Pentimento: un termine equivoco (Giuseppe Crippa)

Credo che la disquisizione di Inguanti, pur interessante e ricca di spunti di riflessione di fonte siciliana (quello sul bambino riferito da padre Puglisi davvero bello, l’uscita di Alfano al Meeting francamente sconfortante), non colga appieno il fatto che non di pentimento si tratta nel caso di Schiavone – e di tutti i cosiddetti “pentiti” – ma dell’esito di una trattativa tra lo Stato che offre sconti di pena ed aiuti vari e l’ex (spero) delinquente che offre informazioni. Come tutti sanno, una trattativa ben condotta deve lasciare insoddisfatte entrambe le controparti: se Schiavone fosse contento, lo Stato (cioè noi) dovrebbe sentirsi “fregato”…