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SANTO DEL GIORNO/ Oggi 27 agosto si celebra Santa Monica, madre di Sant'Agostino

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Santa Monica in un affresco di Benozzo Gozzoli  Santa Monica in un affresco di Benozzo Gozzoli

Il 27 agosto si festeggia Santa Monica, madre di Agostino di Ippona. Monica nacque a Tagaste, antica città della Numidia, nel 332 in una famiglia di buone condizioni economiche e profondamente cristiana. Le fu concesso di studiare e ne approfittò per leggere la Bibbia e meditarla. Si sposò con Patrizio, modesto proprietario di Tagaste e membro del Consiglio Municipale. Il marito non era battezzato e spesso le era infedele, ma Monica con il suo carattere mite e dolce riuscì a vincerne le asprezze. Nel 354, quando Monica aveva 22 anni, nacque il primogenito Agostino. Ebbe un altro figlio, Navigio, e una figlia di cui si ignora il nome, ma si sa che si sposò, poi rimasta vedova divenne la badessa del monastero femminile di Ippona. Gran parte delle vita di Santa Monica è raccontata nelle “Confessioni” di Sant'Agostino, che divenne così biografo della madre. Monica diede ai suoi figli un'educazione cristiana. Un anno prima di morire Patrizio si convertì al cristianesimo e si fece battezzare. Monica aveva 39 anni quando restò vedova e dovette prendere in mano la direzione della casa e l'amministrazione dei beni. Tra le sue preoccupazioni principali c'era il figli Agostino che correva dietro i piaceri del mondo mettendo in dubbio la fede cristiana: più volte tentò di convincere la madre ad abbandonare il cristianesimo per il manicheismo, riuscendoci con il fratello Navigio. Mentre Monica restò a Tagaste, Agostino si trasferì a Cartagine per gli studi dove conviveva con un’ancella cartaginese, dalla quale nel 372, ebbe un figlio, Adeodato. Finiti gli studi Agostino decise di trasferirsi con tutta la famiglia a Roma e Monica decise di seguirlo, ma lui con uno stratagemma la lasciò a terra a Cartagine, mentre s’imbarcavano per Roma. Monica passò la notte in lacrime sulla tomba di san Cipriano (come narra lo stesso Agostino nelle Confessioni). Nel 385 s’imbarcò per Roma e raggiunse il figlio a Milano, dove ricopriva una cattedra di retorica. A Milano Agostino frequentò la scuola di sant'Ambrogio, vescovo di Milano, che lo battezzò nella notte di Pasqua del 387,  con tutta la famiglia, il fratello Navigio e l’amico Alipio. Ci fu un periodo di riflessione, fatto in un ritiro a Cassiciaco presso Milano, con i suoi familiari ed amici, discutendo di filosofia e cose spirituali: Agostino volle trascrivere nei suoi scritti le parole della madre. Con Agostino lasciò Milano diretta a Roma, e poi a Ostia Tiberina in attesa di una nave per l'Africa. 


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