BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Le allieve, l'amore e la "selva oscura" del prof di Saluzzo

Pubblicazione:mercoledì 28 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 agosto 2013, 9.59

Infophoto Infophoto

Permettetemi di prendere una canzone di qualche anno fa scritta da Mario Venuti e cantata da Syria ed elevarla a sintesi della mentalità comune: «Non mi chiedo più se è peccato, se è un bene o un male: sai non sbaglia chi comunque va. E ogni giorno è un'avventura bella da ricominciare: ognuno vive solo come sa. Non fraintendetemi: non dico che ogni cosa è lecita, ci sono forze che non puoi spiegare; è l'esperienza che può insegnare prudenza: tutto va bene se non fai del male a nessuno».

Ci arriva intanto una brutta notizia da Saluzzo: un insegnante di lettere cinquantasettenne agli arresti domiciliari perché accusato di rapporti sessuali con almeno un paio di alunne minorenni. È una delle tante notizie che non fanno nemmeno in tempo a essere ascoltate che già suscitano indignazione. Diamo un'occhiata al titolo, a stento tendiamo l'orecchio al servizio del telegiornale e subito ci sale lo schifo: «O tempora! O mores!», direbbero gli insegnanti di lettere come lui.

Ma, come sempre, le cose vanno viste da vicino. E avvicinandoci a Saluzzo ci accorgiamo di un paio di notizie ulteriori. La prima è che le alunne coinvolte non lo accusano di nulla, non si costituiranno parte civile nel processo. Perché non ci fu scambio di voti e prestazioni, ma, a detta loro, innamoramento sincero. 

È preistoria Gigliola Cinquetti che canta «Non ho l'età per amarti». Ora Scusa ma ti chiamo amore & co. ci ha insegnato che l'amore non ha età, la prof.ssa Tatangelo che «l'amore non ha sesso: il brivido è lo stesso» e il luminare Checco Zalone ha chiosato che «l'amore non ha religione, non è cattolico non è mormone», «l'amore è quando ti diventa grosso grosso grosso (il cuore)»

Anche qui possiamo stracciarci le vesti: gli adulti non sanno quel che fanno, le ragazze non sanno quel che dicono. Insomma, possiamo raffinare le nostre parole quanto vogliamo, resta che quel che pensiamo si riduce fondamentalmente a poche battute: «certe cose non si fanno. Non doveva succedere, e basta». Il fatto, però, è che la cosa è successa. E un fatto, al contrario di un'opinione, ha la sua ineluttabilità. 

Quando succede quel che non doveva succedere, cosa facciamo? Continuiamo a dire che non doveva succedere? Ci basta annullare gli eventi, parlare a prescindere da quel che accade? Insomma, se potessimo tornare indietro non rifaremmo certi errori: Ritorno al futuro sarebbe la soluzione buona per tutto? Oppure, data l'irreversibilità degli eventi, l'unica alternativa rimane l'istinto manettaro (e manicheo) di mandare in galera tutti quanti? 


  PAG. SUCC. >