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Cronaca

IL CASO/ All'orgoglio di Lucia Riina per Totò manca il vero Padre

In un intervista alla tv svizzera Lucia Riina, figlia del mafioso pluriomicida Totò Riina, si è detta orgogliosa di suo padre. Il commento di MADDALENA BERTOLINI

Lucia Riina (Immagine d'archivio)Lucia Riina (Immagine d'archivio)

E’ una donna molto bella, i suoi occhi sono blu come il mare e il tono delle sue parole è dimesso e fermo, ci convince davvero, ne è davvero convinta. Che suo padre, Totò Riina, è stato un bravo padre, che l’ha molto amata, che è orgogliosa, anzi, onorata, di portare il suo cognome. E usa sommessamente proprio la parola “onorata” richiamando così quel concetto di “onore” a cui si rifà l’ideale mafioso e tanti vecchi film.

Lei è cresciuta dentro quel mondo ideale. E’ legata alla madre che, riporto testualmente, le ha insegnato a leggere e scrivere, le ha insegnato le preghiere che assieme dicevano tutte le sere. 

Mi spiace tanto per te, ragazza mia. 

Mi spiace perché non hai potuto andare a scuola come tutti i tuoi coetanei, com’era tuo diritto sancito da quello Stato che la tua famiglia invece rinnegava, imbrogliava, da cui si nascondeva. Quante giocate ti sei persa, quante amicizie.

Mi spiace per quella religione falsa, eretica: hai ascoltato le parole di Giovanni Paolo II?

Quante verità ti sei persa, quanta dolcezza e misericordia.

Eppure tu sei ferma in tuo padre, lo ami.

Lui si è fatto amare da te, da tua madre in primis che te lo ha fatto amare, te lo ha sempre rappresentato come amore.

Così funzione il cuore dell’uomo; il cuore di un figlio.

Un figlio, educato alla maniera del padre, nello stato delinquenziale e mostruoso del padre. Era diverso il figlio di Lenin? Suo padre volle per lui la scuola d’infanzia migliore, fondata a Mosca da Sabine Spielrein, allieva prediletta di Carl Gustav Jung, che finì uccisa dai nazisti in quanto ebrea.

Ogni regime ha le sue scuole, ogni fondamentalismo si occupa di allevare i propri figli secondo i dettami e le sue regole. 

Perché ci stupiamo? Perché le polemiche?

La vogliamo capire l’importanza dell’educazione?