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Cronaca

PROF DI SALUZZO/ Meluzzi: "satanista" o cattivo educatore?

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E' un fenomeno che riguarda ambienti culturalizzati, di giovani cioè appartenenti a famiglie di ceto elevato, un fenomeno che va da quello del satanismo acido dei gruppi rock fino a elementi che esercitano forme di corruzione profonda di se stessi e del prossimo. 

Dunque? Che cosa dobbiamo aspettarci da questa vicenda?
Di questa vicenda noi sappiamo poco, non possiamo dire nulla al momento. Sappiamo che ci sono lettere di una ragazza al professore ma non abbiamo nessuna evidenza se rispetto all'inquietudine della ragazza il professore abbia tenuto una condotta associata all'istigazione al suicidio. Ci troviamo di fronte a qualcosa di sbagliato quando un professore perde il confine e i contorni del ruolo che gli compete cercando per propria fragilità - ricordiamo che era stato lasciato dalla moglie - ed entra in situazioni di rapporto quantomeno rischioso con dei ragazzi fragili e influenzabili. Però è una vicenda che va spiegata dal punto di vista socio-psicologico e culturale. Quando si va esclusivamente sul giudiziario si snatura tutto. 

Sappiamo che quell'età, quella che va all'incirca dai 14 ai 18 anni, è l'età più fragile, quando i ragazzi per staccarsi dai genitori finiscono spesso in "abbracci" sbagliati. Quanto conta la famiglia in questa storia? 
Conta moltissimo. Il docente che ha un ruolo importante è stato il tema di film come L'attimo fuggente, è chiaro che una certa quota di coinvolgimento relazionale del docente è esplicita.Ma fa emergere la debolezza del ruolo della famiglia. Ci può essere un professore che può essere un satanista, un santo o un poeta come quello di quel film, o anche che può avere una forte influenza socio politica. E questo è un altro aspetto che sottolinerei: la propaganda politica e ideologica nelle scuole è evidente, tanto che sono orientati tutti in una direzione univoca. Ma l'immensa fragilità della famiglia che non riesce quasi mai a rappresentare un contrappeso adeguato fa diventare la scuola l'unico luogo di identificazione e di apprendimento ideologico. 

In conclusione? 
Una famiglia che perde la propria capacità di una funzione educativa per delegare unicamente alla scuola le funzioni che sono e devono rimanere alla famiglia, è un danno enorme. Se i bambini devono imparare a soffiarsi il naso a scuola c'è qualcosa che non funziona nella famiglia.

(Paolo Vites)

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COMMENTI
29/08/2013 - Era ora! (Anna Di Gennaro)

Condivido totalmente il "taglio" dell'intervista e ringrazio lo psichiatra Alessandro Meluzzi per aver dato la chiave di lettura finalmente adeguata al caso. Mi sovviene il film "L'attimo fuggente", che trovò ampi consensi anche tra gli insegnanti, ma che andrebberivisto, assieme ai genitori di abambini e adolescenti, secondo l'ottica indicata...