BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARCERI/ Il giallo dei 16 milioni con la “scadenza” che apre le porte all'indulto

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Un carcerato al lavoro (Infophoto)  Un carcerato al lavoro (Infophoto)

Gli ultimi dati del recente Rapporto sulla popolazione carceraria (maggio 2013) del Consiglio europeo ribadiscono che l’Italia, dopo Serbia e Grecia, è oggi il Paese europeo con il più alto tasso di sovraffollamento: ogni 100 posti disponibili, i detenuti sono 147 (sono circa 67.000 a fronte di 44.000 posti disponibili). Inoltre, dopo Ucraina e Turchia, il nostro Paese è al terzo posto anche per quel che riguarda il numero di detenuti in attesa di giudizio: sono 14.140 (cioè il 21,1%). Queste sono le due principali anomalie italiane. Nel 2010 inoltre, l’Italia ha speso 116,68 euro al giorno per ogni detenuto (escluse spese mediche): significa che la spesa pubblica per ogni detenuto è di circa 45.000 euro l’anno, escluse spese mediche. Francia e Germania, che invece prendono in considerazione anche le spese mediche, ne hanno spesi rispettivamente 96,12 (circa 35.000 annui) e 109,38 (circa 40.000 annui).

In Italia, in risposta ai richiami dell’Ue, Governo e Parlamento stanno varando questo decreto utile al rilancio, come si diceva sopra, del lavoro penitenziario. Quello che stupisce è che il fondo stabilito, pur essendo di gran lunga superiore ai precedenti stanziamenti (4 milioni di euro), va però utilizzato entro il 31 dicembre 2013. Ma come possono essere spesi 16 milioni di euro da qui al 31 dicembre? La sensazione diffusa è che, come già accaduto in precedenza (dicembre 2012), questi denari previsti dalla legge di stabilità finiranno dal 1 gennaio 2014 su altre voci di bilancio. Si profila forse un nuovo indulto?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.