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Cronaca

IL CASO/ La madre denuncia il figlio per stalking: perché la legge gli "impedisce" il pentimento?

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Rimane tuttavia una perplessità. I rapporti interpersonali in generale, ed in particolare quelli familiari, non sono statici, sono vivi, suscettibili di evoluzione, di mutamenti, di crisi ma anche di ricupero, di perdono, di ricomposizione, secondo dinamiche interne che sfuggono alle categorie giuridiche. Proprio per questa considerazione il legislatore penale, storicamente, ha evitato la perseguibilità d'ufficio per quei reati - di minore gravità oggettiva - che in qualche modo entravano nell'ambito delle relazioni familiari, quasi volesse porsi in termini sussidiari alla autoregolazione propria di tale contesto; la querela era di regola sempre revocabile, affidando in sostanza alla persona offesa la valutazione del permanere dell'opportunità di una sanzione estrinseca, statuale.

Esiste una intima ragionevole coerenza tra la necessità di querela - che subordina la perseguibilità penale del fatto-reato all'iniziativa della parte offesa - e la sua revocabilità, che permette appunto alla vittima di valutare l'evoluzione della situazione e la concreta, attuale utilità dell'intervento sanzionatorio pubblico. E' in questo senso un'eccezione la disciplina per i reati di violenza sessuale, che prevede l'irrevocabilità della querela (là dove non sia prevista la perseguibilità d'ufficio); è un'eccezione dettata, pragmaticamente, dalla constatazione delle forti pressioni cui, altrimenti, la persona offesa sarebbe sottoposta, e sotto il profilo sistematico viene motivata con la ritenuta gravità oggettiva della lesione della libertà personale (come la riforma del 1996 ha voluto evidenziare, correggendo la precedente impostazione sistematica che collocava tali illeciti tra i delitti contro la moralità pubblica).

Per gli altri comportamenti presi in considerazione dal recente decreto agostano - maltrattamenti in famiglia e stalking - non sembrano esistenti gli stessi presupposti di gravità oggettiva; l'irrevocabilità della querela in qualche caso potrebbe privare la persona offesa di una "leva" per tenere a bada l'aggressore, e sicuramente impedirebbe una composizione spontanea - e quindi più aderente alle esigenze delle persone coinvolte - della situazione interpersonale sottostante; infine, ci si chiede se la consapevolezza della irrevocabilità della querela sia elemento che faciliti le richieste di aiuto, ossia le denunce, ovvero le scoraggi.

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