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IL CASO/ Lo strano spot che "uccide" Hitler? E' la stessa logica di aborto ed eugenetica...

Pubblicazione:venerdì 30 agosto 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Di qui l’ampio ricorso all’aborto selettivo, e all’eugenetica prenatale, soprattutto tramite le pratiche di Fiv. Di più: di qui le ricerche sulla clonazione umana e sull’utero artificiale, convinti che quest’ultimo liberi la donna dalla gravidanza e costituisca per il feto un luogo sì artificiale ma più sicuro, più “igienico”, più “scientifico”.

In verità, mentre si uccide il piccolo Hitler, da una parte si omette di considerare che esistono educazione, libertà, religione, pietà, come unici “antidoti” alla malvagità umana; dall’altra si prospetta l’idea di un mondo sotto controllo “scientifico”, che è lo stesso sogno che nutriva proprio Hitler, in quanto figlio del positivismo materialista ottocentesco. Sia nel Mein Kampf che in Conversazioni a tavola, troviamo come idea fondamentale di Hitler proprio questa: che la scienza, avversata a suo dire dalla Chiesa - troppo intenta a difendere i deboli, i malriusciti, e la libertà spirituale -, dovrebbe servire a riconoscere che ognuno di noi è già determinato (“il criminale nato rimarrà sempre un criminale”), sin da piccolo, dalla sua biologia (dalla sua materia). Allo Stato il compito di prevenire: sterilizzando, costringendo all’aborto forzato, eliminando con l’eutanasia (programma t4) bambini ed adulti malati o mutilati…  

Insomma, se al posto del bambino Adolf, mettessimo bambini malati (o mistisangue, non ariani…) Hitler approverebbe quella pubblicità.


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