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Cronaca

OMOFOBIA/ Senza Dio ci resta soltanto una legge disumana

La legge sul reato di omofobia in Italia divide gli animi, ma la 'questione omosessuale' è da tempo diventata di portata globale. PAOLO PONZIO spiega l'illusione dietro a una legge salvifica

Un gruppo di omosessuali in manifestazione (Foto: Infophoto)Un gruppo di omosessuali in manifestazione (Foto: Infophoto)

Quello che più sorprende delle inchieste sull'omofobia - quella più recente pubblicata ieri (5 agosto 2013) su Il fatto quotidiano riguardante l'esperimento di Timothy Kurek, fintosi omosessuale per un anno, con grande scandalo della società conservatrice dell'America del sud, e quella già di qualche anno, a cura di Ilaria Donatio, pubblicata da Newton Compton dal titolo provocatorio Opus gay - viene riassunto molto bene da un'espressione che il giornalista deIl fatto quotidiano sembra lasciarsi sfuggire al termine del suo articolo quando scrive a proposito dell'esperimento Timothy che si tratta di "una storia non completa, dove manca la realtà e il vero peso delle cose".

Quasi incidentalmente si dice, forse, ciò che più ci interessa: la realtà nella sua verità. È vero che, a volte, può essere utile fingersi ciò che non si è per sperimentare una condizione che non ci è dato di vivere, ma tale "finzione" può avere una sua validità solo se è utile verso di sé: per capirne, cioè, non i condizionamenti esterni, ma quelli interni, quelli che possono riferirsi alla propria persona e ai propri sentimenti. Fingersi ciò che non si è non può farci cambiare natura e, pertanto, non potrà farci fare la stessa esperienza di coloro che imitiamo, soprattutto quando si tratta poi di esperienze interiori e personalizzanti. A meno che non si voglia considerare l'omosessualità una sorta di malattia incurabile, come sembra ritengano tutti coloro che hanno interagito con l'attore Timothy, o con chi ha finto la propria omosessualità andandosi a confessare in varie chiese romane. 

Esperimenti così, oltre a non essere per nulla "scientificamente validi" - come si vorrebbe sostenere - ma solo "giornalisticamente sensazionali", non hanno né potrebbero ottenere alcuna pretesa di universalità, ma ci lasciano come unico scopo quello di esserci immersi in un mondo non nostro, un mondo altrui che non possiamo riconoscere se non come altro da noi. Come quando ci si finge in carrozzella, o non vedenti, e si vive un'intera giornata in una condizione non nostra. Qual è il risultato di una sperimentazione? La consapevolezza e il riconoscimento della propria diversità, della propria disabilità, della propria intolleranza. Con un unico nota bene: ciò che abbiamo di fronte non è più qualcosa di estraneo, ma un'alterità reale che ci interpella e chiede di essere accolta così com'è.
Vengono in mente le parole che Papa Francesco ha detto a riguardo, nel viaggio di ritorno dalla giornata mondiale della gioventù, a quei giornalisti che lo incalzavano sulla "lobby gay" presente in Vaticano, tagliando corto ogni polemica e andando dritto allo scopo: "Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?". Ricordando che il catechismo della Chiesa Cattolica non parla mai di discriminazione ma di accoglienza. 

COMMENTI
06/08/2013 - la finzione (luisella martin)

La finzione diventa una cosa positiva e a volte bella (come nelle opere teatrali), solo se non é nascosta. A teatro tutti noi sappiamo che lo spettacolo non rappresenta la realtà di fatti accaduti e spesso, alla fine dei film compare la scritta che avverte come i fatti narrati non siano riferiti ad avvenimenti reali. In tutti gli altri casi la finzione é una delle tante opere suggerite dal demonio. Per poter scrivere una legge "senza Dio" é sufficiente, come dice il titolo dell'articolo, dimenticare la nostra umanità e seguire il puro spirito intellettuale del male. Cancellare Dio dalle legislazioni degli uomini, farlo sparire dalla sacralità della sessualità feconda, purtroppo non da come risultato la cancellazione del diavolo, libera creatura che si é ribellata al Creatore e che "finge" di essere.