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Cronaca

SVUOTA CARCERI/ Da 66mila detenuti a 63mila, il decreto non risolve il problema

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No, assolutamente. Nella migliore delle ipotesi, se il Senato non lo cambia in peggio – e l’eventualità c’è visto che Pd e Sel al Senato non fanno maggioranza e il Pdl al Senato aveva votato una versione molto più arretrata – nella migliore delle ipotesi, come le dicevo, questo provvedimento farà sì che da 66mila si passi a 64-65mila detenuti. Ma i posti letto sono 37mila. E l’Europa ci dice che possiamo avere tanti detenuti quanti sono i posti letto.

 

Nei giorni scorsi si è sentito spesso parlare di piani di edilizia penitenziaria che consentirebbero di recuperare spazi nelle carceri esistenti. Cosa ne pensa?

E’ inutile fare propaganda. Vadano a raccontarlo agli operatori. Sa cosa significa?

 

Ce lo spieghi.

Vuol dire stipare ulteriormente la gente. Significa togliere tutti gli spazi ricreativi, buttare fuori le organizzazioni laiche e religiose che organizzano attività a favore delle persone detenute e costruire così posti letto. Non è questa la via.

 

Cosa occorre?

Bisogna avere il coraggio di fare riforme che incidono. Anche se va dato atto al ministro Cancellieri di aver impostato un testo che aveva una sua fondatezza, bisogna intervenire nuovamente e ulteriormente su altri provvedimenti – penso alla legge sulle droghe, sull’immigrazione, sulla carcerazione preventiva –. Poi, se questi provvedimenti hanno bisogno di tempo per funzionare, bisogna avere il coraggio di dire: facciamo un provvedimento di clemenza. E se questo provvedimento di clemenza aiuta un ricco e 10mila poveri, per come la penso io, ma anche per la nostra storia e la nostra cultura, preferisco 10mila poveracci incolpevoli fuori piuttosto che sacrificarli in nome di un ricco colpevole dentro.

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