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ALLERTA TERRORISMO/ Italia al buio per un attentato di Al Qaeda?

Foto Inphofoto Foto Inphofoto

E’ molto improbabile che un attentato terroristico colpisca un gasdotto. In primo luogo perché i tubi passano a grandi profondità sottomarine, e quindi è difficile raggiungerli. Inoltre i punti da cui partono le condutture sono ben sorvegliati, e quindi sabotare un tubo di questo tipo è molto difficile: l’unica possibilità di farlo è attraverso un sommergibile. In Italia ci sono 30mila chilometri di gasdotti, ma anche quelli che collegano le diverse città tra loro sono interrati e quindi sono difficili da raggiungere.

 

Colpire i pozzi di petrolio è altrettanto difficile?

No, dare fuoco alle risorse petrolifere può essere fatto in ogni istante. Ma se anche Al Qaeda riuscisse a mettere mano sui pozzi di petrolio, resterebbe poi da vedere che cosa se ne farebbe. Di certo non potrebbe commerciarlo con gli Stati Uniti, e anche distruggere i pozzi non è affatto un’operazione facile. Prima di essere destituito Saddam Hussein ci aveva provato, ma agli Stati Uniti è bastato ben poco per ripristinare la loro funzionalità.

 

Un’opera di sabotaggio di questo tipo è ancora possibile?

Un’opera di sabotaggio degli oleodotti è possibile ma assolutamente irrilevante, perché il petrolio può essere trasportato in numerosi modi differenti, e comunque una volta compiuto l’attentato ci vuole ben poco per riparare le condutture. Anche in passato dunque i problemi relativi alla sicurezza non hanno mai creato problemi all’industria petrolifera.

 

(Pietro Vernizzi)

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