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IL CASO/ La lolita predatrice e il vecchio porco: questa storia riguarda anche noi

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Li accompagniamo, li seguiamo, li aiutiamo a tirar fuori il meglio di sé, e per questo le condizioni di vita, la presenza di adulti responsabili e maestri, degli interessi, la possibilità per esprimere le proprie capacità, vedi studio per chi vuole ed è bravo, vedi avviamento al lavoro, tutto questo conta, eccome. Conta pure che la società in cui viviamo la smetta di propagandare la filosofia del tutto subito e al massimo, la positiva brama di bruciare esperienze, un’idea di sessualità che è puro consumo e istinto. L’istinto c’è a partire dalla pubertà, perché mai toccherebbe aspettare? Contano medici, psicologi, educatori, che cerchino i ragazzi per strada, sui banchi di scuola, li sappiano guardare, intuendo il disagio o il dolore, che sempre, sempre sono spia di ingiustizie subite, di solitudine, e presagio di mali compiuti. 
I giudici londinesi siano più severi con il sig.Wilson. Ma non compiano, loro, egli organi di stampa, l’errore di compatire la tredicenne lolita. Il fatto che una bambina si svesta davanti a un uomo e gli chieda di fare sesso esplicito, consentendo l’atto sessuale, non è normale. Perché l’ha fatto, se si esclude l’insanità mentale? Per sentirsi una mangiauomini e poter raccontare la storia alle compagne? Per soldi? E’ possibile, ed è terribile che lo sia. Allora non è stato uno stupro, fisico. Ma peggiore, uno stupro dell’anima. Perché qualsiasi adulto che non sia un pazzo o criminale avrebbe dovuto prenderla a calci nel sedere e avvisare immediatamente i genitori, ammesso che fossero abili a fare i genitori, e i sevizi sociali. 
Perchè quella ragazza è una vittima, sì, ma non solo e non soprattutto di quell’uomo che a avuto un rapporto sessuale con lei. Di chissà quanti uomini, degli uomini e donne che non le hanno fatto vivere l’infanzia e i primi tempi della sua adolescenza. Di una società che sa solo gridare allo scandalo ma poi gira la testa. Sono gli stessi che chiedono la libertà di aborto per le minorenni, senza consenso dei genitori…in quel caso, nessuna violenza? Gli stessi che ritengono normale infilare i preservativi nella borsetta delle figliole, o riservare la camera matrimoniale ai figli che invitano a casa le fidanzate. 
Quella ragazzina, con la sua impudenza, schiaffeggia tutto il mondo che l’ha cresciuta e la circonda. Guardatemi, ecco come sono. Non siate ipocriti. Io mi sento libera così. Non è vero, ma tocca dirlo, no? Ogni parte del corpo è mia e la uso come mi pare, tutte le dive raccontano della loro prima volta alla mia stessa età, e ricevono applausi, tutti i ragazzi che incontro mi chiedono apertamente o in modo subdolo una cosa sola…E cosa dovrei fare perché qualcuno si accorga di me?



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COMMENTI
11/08/2013 - Lolita predatrice (Carla D'Agostino Ungaretti)

Brava, Sig.ra Mondo! Lei ha perfettamente ragione! Ma quando si arriverà a riconoscere che quel deleterio '68 è stato la matrice di tutti i disastri educativi che sono venuti dopo? Altro che "anni formidabili" come ha detto Mario Capanna! I genitori, e forse anche i nonni, di quella disgraziata creatura (perché tale la ritengo) hanno probabilmente respirato quel clima velenoso ed ecco il risultato. La libertà sessuale imposta dalla filosofia di quegli anni non ha creato certo felicità, ma le aberrazioni antropologiche che sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno definisce sessuofoba me, che sono moglie e madre, ma proprio perché ritengo che il rapporto sessuale (ovviamente tra uomo e donna) sia una delle esperienze più coinvolgenti e totalizzanti che l'essere umano possa sperimentare, penso che esso non debba essere banalizzato e ridotto a modello consumistico, ma inquadrato nella dimensione affettiva e spirituale che merita e che rende l'uomo e la donna collaboratori di Dio nel dare origine alla vita. E il "vecchio porco"? Anche lui merita compativo perché ha dimostrato di essere completamente privo di attributi. Ma "de hoc, satis".