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Cronaca

IL CASO/ La lolita predatrice e il vecchio porco: questa storia riguarda anche noi

Una violenza su una 13enne da parte di un 41enne sta facendo discutere in tutta l'Inghilterra. Un caso penoso, cui si aggiunge lo strano atteggiamento dei giudici. Ne parla MONICA MONDO

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Ordunque, nella democratica e civilissima Gran Bretagna, un signore maturo ha un rapporto sessuale con una tredicenne. Scoperto, gli trovano pure in casa materiale pedopornografico da habitué. Il tribunale si Snaresbrook, zona est di Londra, l’ha condannato a soli otto mesi di carcere, con sospensione della pena e conseguente libertà. Perché? Perché la ragazzina evidentemente “aveva un atteggiamento predatorio, e una certa esperienza sessuale”, tali da “obbligare di fatto il sig.Wilson”, che l’aveva ricevuta in casa, ad eseguire l’atto, “nonostante fosse più forte e più grande di lei”. Che si toglie la divisa della scuola e provocatoriamente gli impone di fare sesso orale. Va bene, le varie associazioni delle vittime, di prevenzione degli abusi sui minori, giustamente polemizzano, e il caso verrà rivisto, con probabili aumentata severità della sentenza. Giusto.
La vicenda rimbalza sulla nostra stampa che si affretta a commenti indignati e scandalizzate meditazioni sulle violenze sessuali alle donne. Va tutto bene, anche se in fatto di giustizia non abbiamo da insegnare niente a nessuno, direi. Il signor Wilson deve’essere condannato e possibilmente recluso, se non in galera in una comunità per malati di mente, perché la società, e la società più debole e indifesa, ha il diritto di essere protetta da un maniaco. Uno che tiene in casa materiale pedopornografico è un maniaco. E’ pericoloso, almeno potenzialmente, anche se i paladini della libertà a tutti i costi ci hanno provato, a depenalizzare la pedofilia. Nella tollerante e laica Olanda, ad esempio. Filia, una parola così carina, in fondo vuol dire amicizia. Attenzione, perché se sono libero di fare quel che mi pare è difficile perseguirmi penalmente…o scandalizzarsi perché ad esempio, a tredici anni, decido di spogliarmi per irretire un quarantenne. Ma se il buon senso supera ancora il relativismo imperante, il signor Wilson deve andare in galera, e i parrucconi che l’hanno assolto dovrebbero essere obbligati a cambiare mestiere. Saranno difesi dalla casta, anche lì?
Mi concentro però sulla vittima. Vittima di una probabile famiglia disastrata, di una mancanza di educazione ( non alle buone maniere o alla morale, ma al significato da dare alla vita, alla ricerca della felicità). Una vittima di adulti assenti o incapaci, genitori e insegnanti, e certo di amici sbagliati, non veri. Abbiamo letto le rivelazioni di ragazzine adunate in banda, nel sempre esemplare Regno Unito, rivali dei coetanei maschi, in volgarità e violenza. Le bad girls, le chiamano. Cattivissime, fanatiche, pericolose. Non giocano affatto. Sono delle piccole delinquenti, e certo che fanno pena, ma questo non toglie nulla al loro agire. Provate a farvi taglieggiare o rigare la macchina da loro, poi vediamo la pena dove va a finire. Che cosa ci dicono?Che anche a tredici, quattordici anni si può scegliere e fare il male, e questo è il mistero della libertà, tocca accettarlo, e per fortuna, o saremmo tutti quanti manichini penzolanti da fili eterodiretti. Suona brutto pensare che un uomo o una donna appena adolescente possa desiderare e compiere il male. Ma capita, non di rado. Allora, incriminiamo i minori? Per carità. Se sono pericolosi, li teniamo d’occhio in modo stringente, li mettiamo in condizioni di non nuocere, a sé e agli altri.


COMMENTI
11/08/2013 - Lolita predatrice (Carla D'Agostino Ungaretti)

Brava, Sig.ra Mondo! Lei ha perfettamente ragione! Ma quando si arriverà a riconoscere che quel deleterio '68 è stato la matrice di tutti i disastri educativi che sono venuti dopo? Altro che "anni formidabili" come ha detto Mario Capanna! I genitori, e forse anche i nonni, di quella disgraziata creatura (perché tale la ritengo) hanno probabilmente respirato quel clima velenoso ed ecco il risultato. La libertà sessuale imposta dalla filosofia di quegli anni non ha creato certo felicità, ma le aberrazioni antropologiche che sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno definisce sessuofoba me, che sono moglie e madre, ma proprio perché ritengo che il rapporto sessuale (ovviamente tra uomo e donna) sia una delle esperienze più coinvolgenti e totalizzanti che l'essere umano possa sperimentare, penso che esso non debba essere banalizzato e ridotto a modello consumistico, ma inquadrato nella dimensione affettiva e spirituale che merita e che rende l'uomo e la donna collaboratori di Dio nel dare origine alla vita. E il "vecchio porco"? Anche lui merita compativo perché ha dimostrato di essere completamente privo di attributi. Ma "de hoc, satis".