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IL CASO/ Eleonora Cantamessa, dare la vita per gli altri e morire senza "perché"

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Anche perché gli indiani sono costernati quanto gli italiani. Proviamo a fare un giro nei luoghi dove si incontrano, a raccogliere qualche parere. All'inizio sono cauti; ma quando capiscono che non ce l'abbiamo con loro si aprono: «mi piange il cuore per quella dottoressa. Non è giusto. Perché uno che fa il suo dovere deve avere paura?». Stanno aspettando che i giornali facciano i nomi, vogliono capire chi ha compiuto un'azione che rischia di ricadere su tutti. Il mio interlocutore è in Italia da sedici anni, il padre addirittura da quaranta, hanno comprato la casa, stanno chiedendo la cittadinanza. «Certo, i buoni e i cattivi ci sono dappertutto. Ma agli indiani non interessa la macchina, la discoteca... Agli indiani interessa il lavoro». Il lavoro: forse è questa la parola magica su cui indiani e bergamaschi si incontrano.



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