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ELEONORA CANTAMESSA/ La madre: il giorno in cui fu uccisa, mi disse “guarda, mi chiamano gli angeli”

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E’ stato arrestato il fratello di Kamur Balde, il ragazzo pestato per il quale Eleonora Cantamessa, fermandosi a soccorrerlo, è stata uccisa. Deve rispondere di omicidio volontario. Era lui, sembra, che guidava l’auto che ha travolto ad alta velocità Eleonora. Sette altri indiani sono indagati. Sono i protagonisti della rissa di Chiuduno, nel bergamasco. Una regolamento di conti che è costato la vita, oltre a Kamur, alla ginecologa del Sant’Anna al quale Napolitano ha espresso le sue condoglianze, e nei cui confronti le autorità si stanno attrezzando per conferire il giusto riconoscimento in sua memoria. Eleonora, a quanto racconta la mamma Mariella, ebbe quel giorno scorsi una sorta di premonizione di quanto le sarebbe accaduto. Eleonora, nel pomeriggio di quella tragica domenica, si trovava alla Festa dell'uva di Trescore Balneario, il paese in cui viveva. Lì aveva acquistato un cosiddetto "campanellino degli angeli", un oggetto che si dona di solito alle donne incinte. «Me l'aveva mostrato ed era tutta contenta. Me lo faceva vedere e mi diceva: "Mamma, guarda, mi chiamano gli angeli», aveva detto a sua mamma.



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