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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 11 settembre, si festeggiano i santi Felice, Regola ed Essuperanzio

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Santi Felice e Regola ed Essuperanzio  Santi Felice e Regola ed Essuperanzio

L'11 settembre la Chiesa Cattolica commemora il martirio dei fratelli santi Felice e Regola, e del loro servo San Essuperanzio. La vita di questi tre martiri viene collocata nel III secolo. Comunque le notizie che abbiamo su questi tre martiri sono legate esclusivamente alla leggenda e non abbiamo nulla di completamente certo e attendibile. La tradizione vuole che fecero parte della celebre Legione Tebea che fu interamente composta da militari cristiani di origine egiziana e capeggiata dal generale San Maurizio. La legione Tebea affiancò in battaglia l'imperatore Massimiano, con successo, nelle regioni vicino l'odierna Svizzera, contro i Quadi e i Marcomanni. In seguito Massimiano ordinò loro di perseguitare e uccidere alcune popolazioni del luogo convertitesi al Cristianesimo. L'intera Legione Tebea rifiutò con fermezza di compiere quest'atto crudele verso i loro confratelli. L'imperatore punì la loro insubordinazione con la decimazione (l'uccisione di un uomo ogni 10) mediante la decapitazione. All'ennesimo rifiuto dei soldati di nuocere ai loro confratelli, anche dopo varie torture e un'altra decimazione, l'imperatore Massimiano decise di infliggere loro una pena ancor più cruenta: lo sterminio dell'intera legione. Il luogo dell'eccidio avvenne ad Agauno, l'odierna Saint Maurice in Svizzera. Pochi i superstiti che vi riuscirono a sfuggire tra cui San Maurizio e gli stessi Felice, Regola ed Essuperanzio.?Da un testo molto antico dell'VIII secolo abbiamo appreso i primi racconti su questi due fratelli martiri. Il primo dato incerto riguarda Regola, pare molto improbabile che una donna facesse parte della leggendaria legione come soldato. Si racconta che riuscirono a scampare all'eccidio ordinato da Massimiano rifugiandosi in un primo momento a Glaris per poi stabilirsi nella città di Zurigo. Qui iniziarono a divulgare gli insegnamenti di Gesù con il Vangelo riuscendo a convertire e battezzare una miriade di gente. La persecuzione verso i cristiani li costrinse a evangelizzare e battezzare in gran segreto scegliendo luoghi lontani dalla città come i boschi. Ma lungo andare furono scoperti e arrestati. Con l'accusa di essere cristiani vennero condannati a morte per decapitazione. L'esecuzione avvenne presso le rive del fiume Limmat. Una leggenda agiografa racconta che i loro corpi decapitati presero vita, sotto gli occhi increduli d impauriti dei presenti, per raccogliere il proprio capo e portarlo su di una collina vicina dove furono poi sepolti. Da qui la loro denominazione di martiri cefalofori che metaforicamente vuole il cammino verso una nuova vita dei martiri decapitati per unirsi agli altri santi. Una leggenda del XIII secolo riporta il martirio di San Essuperanzio, servo dei due fratelli, il quale subì la stessa morte e anch'egli portò il suo capo sulla collina.



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