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IL CASO/ La Consulta proteggerà le "madri segrete" o darà ragione all'europa abortista?

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In senso costruttivo, lasciando volentieri alla Corte costituzionale il ben difficile compito di rendere compatibili leggi dello Stato con gli obblighi internazionali costituzionalmente protetti, giova ricordare che in un caso analogo a quello dell’Italia - Odivierè contro Francia, deciso il 13.2.2003 - la Francia ha evitato la condanna della Corte Edu istituendo, nelle more del giudizio, con la legge n. 93/2003, un organismo ad hoc, ossia il Consiglio nazionale per l’accesso alle origini personali, con facoltà di disporre la rimozione del segreto circa l’identità della madre o del padre naturale, comunicando all’eventuale interessato i nominativi dei propri genitori. Così facendo, la Francia, stando alla Corte Edu, ha previsto un giusto contemperamento tra l’interesse della madre all’anonimato e quello dell’adottato alla conoscenza delle proprie origini.

Fermo restando, come già riconosciuto dalla Corte costituzionale del 2005, che a tutela della salute della madre e del bambino non pare opportuno che il segreto al parto possa essere rivisto in un futuro imprecisato ad istanza di soggetti terzi (quale l’adottato), a costo di penalizzare l’intero istituto e la fruibilità dello stesso, l’Italia, possibilmente anche prima di una nuova pronuncia della Corte costituzionale, potrebbe viceversa  adottare, sul modello francese, un diverso sistema di protezione dei dati sensibili. A tale elenco potrebbero rivolgersi le madri intenzionate a rivedere la propria volontà di non essere nominate all’atto del parto, rendendo quindi il segreto reversibile, a vantaggio dei figli che intendessero conoscere le proprie origini.

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COMMENTI
15/09/2013 - Parto anonimo (Carla D'Agostino Ungaretti)

Troppi diritti contrapposti si scontrano in questo XXI secolo! Il diritto della donna ad abortire contro il diritto del medico all'obiezione di coscienza; il diritto a morire di chi è stanco della vita contro il diritto di chi non vuole aiutarlo; adesso il diritto della donna a partorire anonimamente contro il diritto del figlio a conoscere le proprie origini biologiche. Ma perché i figli adottati vogliono conoscere per forza le loro origini? Perché vogliono per forza riaprire vecchie ferite che probabilmente si sono cicatrizzate a costo di infinito dolore? Non hanno già due genitori che li hanno amati e allevati? Perché non cominciamo invece a parlare di doveri? Per esempio del dovere primario di rispettare la vita, sia biologica (nascente o terminale) che quella affettiva e sociale di chi è riuscito a farsene una nuova e tenta disperatamente di cancellare antiche tragedie personali. Ci riempiamo la bocca di diritti, ma dimentichiamo che il nostro primo dovere è quello di non far del male, fisico o morale, agli altri.