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ABORTO/ Quel sacchetto che lava la coscienza dei benpensanti

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Cari amici, finiamola con questa ipocrisia, per cui un feto nel cassonetto ci fa orrore e un feto nel sacco dei rifiuti speciali di un ospedale non ci dice nulla. Il vero orrore accade ogni volta che viene eliminato un essere umano nella sua fase di vita più debole e indifesa. Che questa eliminazione avvenga in un asettico ospedale o nel segreto di una stanza non cambia nulla, sarà sempre una vita soffocata e sarà sempre un orrore per la nostra umanità.

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COMMENTI
16/09/2013 - Feto o non feto (Davide Rosati)

Gentile Crippa, la ringrazio del suo rilancio. A mio avviso non diciamo cose diverse, perchè in fondo chiamandolo feto, si evita (in tutto il mondo) di parlare di omicidio, non essendo il feto portatore di diritti. L'eliminazione del suffisso "cidio" è stato fatto attraverso l'anestetica parola "feto", che nell'immaginario collettivo appare come quacosa di astratto, di difficile comprensione, come una parola per addetti ai lavori. Però quando poi lo si vede dal vero, quando dal cassonetto esce un feto e si vede che ha tutte le caratteristiche di un bambino, allora quel sonnifero perde il suo potere, e la realtà si impone agli occhi di tutti: quello è un bambino. Allora, capisce che non diciamo cose molto diverse, perchè l'eliminazione della consapevolezza che l'aborto è equivalente ad un omicidio, è stata ingannevolmente rotta con l'introduzione della parola "feto". Ecco quindi che sono da elogiare le iniziative come quella del Movimento per la Vita "Uno di noi", che mirano al riconoscimento dell'embrione e del feto al pari di un essere umano. Più debole mi sembra invece l'anagrafe dei feti, che introduce il peso come criterio per definire se un feto ha diritto a vivere oppure no. Accetteremmo che qualcuno dicesse che gli obesi hanno più diritto a vivere delle persone magre?

 
15/09/2013 - e i politici cattolici dove sono? (Alberto Pennati)

Dove sono i politici cattolici? Cosa stanno facendo per cambiare una legge omicidia come quella sull'aborto? Sono rimasti alla firma sulla legge del cattolico Andreotti? O sono impegnati a raggiungere altri obiettivi come è intendimento del cattolico Vendola?

 
15/09/2013 - Adottiamo il termine "feticidio"! (Giuseppe Crippa)

Raccolgo anch’io l’invito di Davide Rosati a finirla con l’ipocrisia di chi mostra orrore per la scoperta di un feto in un cassonetto e nulla dice per quanto avviene ogni giorno in un qualunque ospedale italiano… Credo però che Rosati non colga completamente nel segno quando afferma che “ci hanno anestetizzati con la parola feto”. La verità – e il punto da cui ripartire se vogliamo ingaggiare una battaglia sulle parole – è che ci hanno anestetizzati con la censura del suffisso “cidio” (dal latino caedere, uccidere, da cui omicidio), nascosto da termini decisamente più ovattati quali “aborto”, “interruzione volontaria della gravidanza”, “IVG” ecc. Torniamo a sottolineare esplicitamente che si tratta di una interruzione violenta di una vita in atto, utilizzando in ogni occasione il neologismo, che si affiancherebbe ad un termine simile di molto moda oggi, di FETICIDIO!