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Cronaca

BEATO PUGLISI/ Agliastro (giudice): ucciso perché toglieva i bambini a Cosa nostra

Don Pino Puglisi (Infophoto)Don Pino Puglisi (Infophoto)

Poco prima di "andare a sentenza" - si dice così in termini processuali - rileggiamo rigorosamente tutte le carte per verificare se è rimasto qualche elemento ancora poco chiaro o poco esplorato, in modo da avere una visione completa delle "tavole processuali". Quindi, il dispositivo di condanna e la stesura della motivazione non sono frutto delle sensazioni dell'ultimo momento o della suggestione di questo o quel soggetto processuale, ma la conclusione di un lungo processo logico e giuridico. Questa è l'attività che normalmente si compie e che abbiamo realizzato anche nel processo di condanna per l'omicidio Puglisi e possiamo dire, anche a distanza di tempo, che la ricostruzione che abbiamo documentato nel processo non ha subito mai alcuna smentita. 


E in concreto che cosa ha prodotto? 

È stato cristallizzato che il delitto è stato perpetrato da quattro soggetti, due dei quali materiali assassini resisi poi collaboranti, gli altri due condannati sono rimasti irriducibili. Proprio questi due oggi pentiti, dichiaranti, collaboratori, come vogliamo processualmente definirli, restano gli esecutori materiali dell'infame delitto, e in questo c'è tutta la spinta morale sanzionatoria di cui posso caricare questo aggettivo.

 

A che tipo di ricostruzione siete giunti?

Queste facevano parte del cosiddetto gruppo di fuoco: accanto ai picchiatori, agli addetti a bruciare i negozi, a rubare macchine, a riscuotere il pizzo, a fare le telefonate estorsive, ad eseguire uccisioni e scomparse, è strutturata una squadra che gode di maggior prestigio perché autorizzata a custodire e maneggiare le armi e a sparare alle vittime designate. È l'unità militare armata. Questo gruppo è composto da killer abilmente selezionati dagli uomini di vertice di Cosa nostra, i quali dopo un periodo di tirocinio nell'esecuzione di reati meno gravi, danneggiamenti, estorsioni, e di attenta osservazione delle capacità operative dimostrate, destinano i più abili all'esecuzione di omicidi, in special modo quelli eclatanti di magistrati, poliziotti, giornalisti e comunque vittime illustri.

 

Nella sentenza si definisce la parrocchia di don Puglisi "una enclave di valori cristiani, morali e civili" la quale "non lasciava indifferenti i maggiorenti della zona i quali decisero di eliminare (il sacerdote) per disperdere i frutti della sua opera e del suo apostolato e fare ripiombare il quartiere nella plumbea atmosfera di vassallaggio all'imperante potere mafioso". A che tipo di realtà si intendeva fare riferimento?

Le isole di legalità nel quartiere erano la parrocchia, il commissariato e le scuole. Secondo la nostra ricostruzione queste isole rappresentavano una enclave che era però sconosciuta ai più. Le persone che ne facevano parte non erano riuscite a penetrare osmoticamente nel tessuto sociale del quartiere e a scardinare l'oppressivo ordine mafioso imposto.

 

Quali soni i valori cristiani, morali e civili di cui si parla nella sentenza?