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Cronaca

ATTENTATO BRINDISI/ Vantaggiato, le motivazioni della sentenza: voleva uccidere

Giovanni Vantaggiato voleva uccidere, non spaventare: la motiviazione del tribunale per cui l'uomo è stato condannato all'ergastolo. Voleva colpire chiunque gli fosse stato possibile

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Sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui Giovanni Vantaggiato, l'attentatore di Brindisi, è stato condannato all'ergastolo. L'uomo, come si ricorderà, è l'autore dell'odioso attentato fuori della scuola Morvillo Falcone in cui morì una studentessa. Secondo i giudici, come si legge nella sentenza, Vantaggiato voleva uccidere, non spaventare: "Vantaggiato non ha perseguito obiettivi di vendetta personale o di ritorsione, ma ha escogitato e portato ad esecuzione una strategia criminale diversa e perfettamente compatibile con quella considerata, anche tradizionalmente di tipo terroristico". Si legge poi che era perfettamente in grado di vedere le persone che si avvicinavano alla scuola e quindi ha premuto il detonatore quando ha capito che poteva colpire. Inoltre quasi sicuramente se non fosse stato arrestato avrebbe colpito nuovamente. I motivi: rabbia, delusione e frustrazione nei confronti del mondo. Chiunque poteva essere sua vittima, dunque. Viene poi citata la moglie che secondo i giudici nell'intera faccenda avrebbe avuto un ruolo definito quantomeno ambiguo. 

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