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SANTO DEL GIORNO/ Il 16 settembre si festeggiano i santi Cornelio e Cipriano

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Santi Cornelio e Cipriano  Santi Cornelio e Cipriano

Oggi, 16 settembre, sono celebrati San Cornelio Papa e San Cipriano Vescovo, entrambi martiri. Il martirologio romano li ricorda nello stesso giorno lodandoli come testimoni dell'amore per la verità, nonostante a quel tempo la Chiesa fosse perseguitata ferocemente. Il 16 settembre è il giorno della deposizione di Cornelio e della passione di Cipriano. L'aristocratico romano Cornelio fu il ventunesimo Papa della Chiesa cattolica, dal 251 al 253, e la sue elezione fu dovuta alla sua celebre bontà e alla sua sconfinata umiltà. In realtà Cornelio non avrebbe voluto salire al soglio pontificio, ma, come scrisse in una delle sue epistole, alla fine accettò visto che quello era il volere di Dio, di Cristo, della Chiesa tutta e anche degli uomini di buona volontà. Cornelio venne osteggiato e ostacolato da Noviziano, prete dotto e dal carattere sanguigno, che aveva retto la Chiesa per quattordici mesi prima dell'ascesa di Cornelio, mentre il soglio pontificio era vacante e non si riusciva a trovare un degno sostituto del Papa scomparso improvvisamente. Noviziano reputò che il nuovo Papa fosse troppo debole e non adatto a guidare la Chiesa romana e decise pertanto di fondare una comunità dissidente, che diede vita a un vero e proprio scisma durò per molto tempo, fino al V secolo. In questa vicenda Papa Cornelio fu appoggiato con fervore dal vescovo di Cartagine, Cipriano, che sosteneva con convinzione la necessità di unità della Chiesa universale. Per Papa Cornelio fu di fondamentale importanza l'avere Cornelio dalla sua parte, poiché questi gli assicurò la fedeltà indiscussa dei cento vescovi africani, nonché la lealtà del vescovo di Alessandria d'Egitto, Dioniso, che portò anche i vescovi orientali dalla parte del Papa. Forte di questi appoggi e di queste certezze, Cornelio riuscì a mettere insieme in Italia un sinodo di sessanta vescovi, che condannò Noviziano e il suo scisma. Del rapporto epistolare privato tra Cipriano e Cornelio sono giunte fino a noi nove lettere di mano del primo e due scritte dal secondo: questi carteggi sono stati molto importanti perché il Papa nelle lettere a Cipriano scriveva in latino volgare e non nel latino dotto usato nelle comunicazioni ufficiali.Cornelio e Cipriano patirono il martirio nello stesso giorno, ma non nello stesso anno; si racconta, ma non ve ne è certezza, che la festa di San Cipriano venisse celebrata a Roma proprio sulla tomba di Cornelio situata nelle catacombe di San Callisto.


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