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RECUPERO COSTA CONCORDIA/ Una partita a scacchi tra imprevisto e ingegno

Pubblicazione:martedì 17 settembre 2013

Il relitto della Costa Concordia (Infophoto) Il relitto della Costa Concordia (Infophoto)

Il sollevamento della Costa Concordia è entrato in una nuova fase: da ieri mattina, infatti, sono iniziate le operazioni di raddrizzamento della nave.

È un’impresa mai tentata prima, un nuovo record mondiale, non tanto per la tecnica utilizzata, ma per le proporzioni. Il “parbuckling”, il rotolamento, è una tecnica vecchia quanto le navi, veniva già utilizzata dai Greci e Romani per le operazioni di carenaggio, quindi è sicuramente una tecnica consolidata. La maggior parte di questi interventi sono stati effettuati su navi militari durante e dopo la II Guerra Mondiale, ricordiamo ad esempio la Uss Oklahoma, dopo l’attacco a Pearl Harbour, e le corazzate italiane Leonardo da Vinci e Conte di Cavour.

Le problematiche della Costa Concordia sono soprattutto le dimensioni: 290x35x70 metri, 114.000 tonnellate di stazza lorda (che non indicano il peso della nave, bensì il volume degli spazi interni), mentre le tre navi già citate non superavano i 200 metri di lunghezza.

La parte più difficile è stata sicuramente l’inizio, il dover frantumare le rocce nelle quali era incastrata la fiancata destra della nave. Quindi bisogna solo aspettare che la fisica faccia il suo corso. All’inizio la nave è stata ruotata grazie alla trazione di alcuni martinetti idraulici, quindi è stata pompata acqua nei serbatoi laterali costruiti da Fincantieri. Questo sicuramente provocherà una rotazione più veloce, ma saranno tonnellate che andranno a gravare sulla struttura (rinforzata) della nave. Non si possono avere certezza su quando si riuscirà a completare il tutto. C’è una grande incertezza sulla capacità di resistenza della nave, ma dato più importante per la rotazione, non si sa con accurata precisione il peso effettivo della nave. Normalmente, per la legge di Archimede, è uguale al volume immerso per la densità dell’acqua. Lo si stima in maniera abbastanza accurata leggendo l’immersione e utilizzando opportune tabella create dai progettisti. Il problema è che in caso di incaglio la legge di Archimede non è più valida, per cui la stima dev’essere effettuata correggendo l’ultimo dato noto per i pesi sbarcati o aggiunti. 

A creare ulteriore tensione sulle spalle dei lavoratori della Titan-Micoperi c’è un’altra particolarità di questo rotolamento: è stato trasformato in un evento mediatico.


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