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Cronaca

PAPA E POLITICA/ Giovagnoli: Francesco ha liquidato l'illusione di "Mani pulite"

Anche sul tema, frequentatissimo, del rapporto tra cattolici e politica, papa Francesco è riuscito a dire qualcosa di nuovo, nella sua recente omelia in Santa Marta. AGOSTINO GIOVAGNOLI

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Anche sul tema, frequentatissimo, del rapporto tra cattolici e politica, papa Francesco è riuscito a dire qualcosa di nuovo, qualche giorno fa nell'omelia che ha tenuto a S. Marta. Ma è facile banalizzare le sue parole. Sulla bocca di un papa, un ulteriore invito alla preghiera può sembrare ovvio. Ed è forte a la tentazione di passare oltre, sottolineando invece le parole da lui dette su chi governa, che "deve amare il suo popolo", essere umile, ascoltare le opinioni di tutti per scegliere la strada migliore ecc. In questo modo, però, si censura il problema posto dal papa invitando a pregare per i politici: il problema, cioè, dell'atteggiamento di chi è governato nei confronti di chi governa. Si colloca infatti qui – più ancora che nella mediocrità o nella inadeguatezza dei politici – la malattia profonda della democrazia contemporanea. 

Francesco ha saputo scavare in profondità nelle banalità ossessivamente ripetute ogni giorno sull'inaffidabilità dei politici. "C'è l'abitudine di dire solo male dei governanti e fare chiacchiere sulle 'cose che non vanno bene': e tu senti il servizio della Tv e bastonano, bastonano; tu leggi il giornale e bastonano … sempre il male, sempre contro!". A papa Francesco non interessa riabilitare una categoria ampiamente screditata, non interessa stabilire se i politici siano buoni o cattivi, sembra anzi dare per scontato che dicano o facciano molte cose sbagliate. "Il governante, sì, è un peccatore, come Davide lo era". Ma non si compiace, come tanti ecclesiastici, di rivolgere ai politici buoni consigli, tanto generici da somigliare ai pensierini della zia. 

Cerca piuttosto di affrontare la complicità profonda che, contrariamente alle apparenze, lega governati e governanti. Nelle sue parole, si avverte l'eco di tanti brani evangelici, a cominciare da quello dell'adultera in cui risuonano le parole "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" che non assolvono chi è colpevole ma inducono tutti, a partire dai più vecchi, a interrogarsi su se stessi. Qualunquismo e demagogia, malgoverno e corruzione sono problemi legati strettamente tra di loro, per cui Francesco indica una cura unica e radicale: l'assunzione delle proprie responsabilità da parte di ciascuno.

I cittadini, afferma il papa, soprattutto se cattolici, non possono disinteressarsi della politica. Se "tante volte abbiamo sentito: 'un buon cattolico non si immischia in politica' questo non è vero, quella non è una buona strada": "un buon cattolico si immischia in politica", con "idee, suggerimenti" e soprattutto con la preghiera. C'è un messaggio profondamente laico in questo invito alla preghiera, che può essere colto da tutti, credenti e non credenti. 


COMMENTI
20/09/2013 - uno spiraglio (luisella martin)

Sentendo i politici dello stesso governo lanciarsi le solite reciproche accuse, ho avuto per un attimo l'impressione che non usciremo da questa lunga crisi se non nascerà una nuova classe politica. Il dottor Giovagnoli ha illuminato, con le sue parole, l'aspetto strettamente politico dell'omelia del Papa, indicando nella relazione tra corruzione e malgoverno la causa della difficoltà che incontra il nostro Paese a rialzarsi. Non servirà far rinascere un fortunato partito, nè é servito improvvisare un movimento politico dalla protesta urlata nelle piazze come si fosse in uno studio televisivo, mentre il tentativo di smacchiare le fiere (che nascondeva solo la voglia di potere) é svanito. L'unico spiraglio é che in tutti i politici, di qualunque partito siano, si risvegli la coscienza. Per questo bisogna pregare.