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Cronaca

STORIE/ Una giornata "qualunque" in Emilia aspettando la "rialzata" post terremoto

Paolo Massobrio alla Festa della Famiglia, a PiacenzaPaolo Massobrio alla Festa della Famiglia, a Piacenza

Anche lui domenica ha portato un saluto, per parlare del senso di una giornata qualunque, che è un po' la stessa cosa che ho letto martedì su Avvenire, leggendo l'intervista a Giacomo Poretti. Nessuno dei due ha parlato del proprio lavoro, ma del significato che può avere il lavoro, come quando ci si innamora. E Davide ci ha detto: “Non ho più una giornata qualunque... ogni giornata è speciale perché la possiamo vivere al meglio, guardando il bicchiere sempre mezzo pieno. Ho scoperto questo quando è nato Giovanni, nostro figlio di 3 anni. Ci dissero che poteva morire e che prima di essere fuori pericolo poteva passare un mese, un mese intero! Ci siamo allora aggrappati al “minuto“ ovvero alla conquista della vita minuto dopo minuto senza cedere alla disperazione del pensiero che fosse passato “solo“ un minuto. Penso che Dio più ci dona, sottolineo dona, una prova dura più ci “foraggia“ di forza e coraggio, ecco perché a volte in prove meno dure ci perdiamo in un mezzo bicchiere, magari anche nella parte vuota. Papa Giovanni Paolo II – in famiglia Carol – disse: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro “ e un capolavoro sono i figli e un capolavoro non può essere “qualunque “. Non ho parole...

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