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Cronaca

BENEDETTO XVI/ In un abbraccio il segreto del nostro posto nella vita

Benedetto XVI (Infophoto)Benedetto XVI (Infophoto)

Occupare il proprio posto senza desiderarne un altro che magari ci appare migliore, ma che non è quello pensato per noi: questo ci fa giganti nella storia e autentici nell'amore. L'amore al nostro posto, infatti, a quel posto che Dio ci ha dato, è quello che ci rende uomini, che costituisce la stoffa di quel dolore che − come dice Claudio Chieffo − "toglie il gusto alle cose ma riempie le parole di vita e le colora". Ci vuole coraggio per non cedere ai facili cambi di posto che la vita ci offre, per non abbandonare un amico che sta male o per tenere la distanza santa che rende un rapporto tra uomo e donna sacro e non declinazione di un gesto animale. Ci vuole coraggio, ma ci vuole − soprattutto − la consapevolezza del Grande Amore che tiene nelle mani il nostro Io. 

Cristo è stato talmente certo dell'amore di questo amore da "accettare di nascere nella stalla" e di "salire fino in cima alla croce". Per questo io mi fido di Lui, perché nemmeno a Lui − il Risorto, Colui che è pieno di vita − la vita è stata risparmiata. Senza questa coscienza non è possibile abbracciare con serietà i propri cari o guardare al futuro di un figlio segnato dall'handicap e dalla sofferenza continuando a sorridere, a sperare e a costruire. Solo in questo Abbraccio − ha detto Benedetto − anche "chi, in questo mondo e in questa Storia, viene spinto in avanti e arriva ai primi posti" può guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilità per l'altro, diventando colui che serve, "quello che nella realtà è seduto ai piedi dell'altro", benedicendo il posto che il Signore gli ha affidato e diventando − a sua volta − benedetto. 

Noi possiamo vivere con gusto e verità la vita solo se impariamo a dialogare, se impariamo a rispondere, al Mistero che ci interpella e che ci parla dentro tutte le cose, sussurrandoci − come Papa Benedetto − la dolce melodia sulla quale possiamo cantare, commossi, il nostro grazie a Dio. Una vita non è sprecata se sa tornare indietro quando tutto è andato avanti, se sa ricucire ciò che si è strappato, se sa perdonare ciò che si è patito, se sa amare ciò che si è odiato. Una vita non è sprecata − insomma − se, dopo ogni umana e comprensibile fuga, sa semplicemente tornare ad occupare il posto che Dio le ha assegnato.

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