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BOLOGNA/ Segregata in casa, minorenne afghana picchiata e costretta a bere detersivo

Un incubo durato più di anno e mezzo, tra maltrattamenti, pugni, calci e violenze di ogni tipo. E’ quanto ha dovuto subire una ragazza afghana di appena sedici anni a Bologna.

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Un incubo durato più di anno e mezzo, trascorso tra maltrattamenti, pugni, calci e violenze di ogni tipo. E’ quanto è accaduto a Bologna a una ragazza afghana di appena sedici anni, data in sposa all’inizio dell’anno scorso a un uomo di 36 anni in seguito a un matrimonio combinato dai genitori. Il suo aguzzino è stato arrestato dagli uomini del nucleo operativo della compagnia Bologna Centro sabato scorso, quando un ufficiale fuori servizio ha visto in viale Pietramellara, all'altezza di via Giovanni Amendola, la donna che veniva picchiata dal marito. Il militare è intervenuto e ha bloccato l’uomo, mentre la giovane è stata trasportata al policlinico Sant'Orsola Malpighi dove ha raccontato i dettagli della sua drammatica storia: da mesi era segregata in casa dal marito che la sottoponeva quotidianamente a numerose violenze. Una volta, ha detto la ragazza, l'uomo l’ha costretta a bere del detersivo per piatti solo perché aveva tentato di uscire di casa. Venerdì scorso la sedicenne ha tentato la fuga, andando presso la stazione di Bologna per prendere un treno che l'avrebbe portata da una sua zia, lontano nel Nord Europa. Il marito però se ne è accorto, l’ha raggiunta e le ha sequestrato il biglietto e la borsa. Dopo l’intervento del militare e l’arresto, il 36enne è stato condannato a un anno di reclusione dopo patteggiamento, mentre la donna ha fatto sapere di voler divorziare al più presto.

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