BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Più canne, meno tasse: ecco la "riforma" di Berlusconi e Pannella…

Pubblicazione:

Marco Pannella (Infophoto)  Marco Pannella (Infophoto)

Lo spot unisce alla leggerezza delle immagini e al linguaggio immediato e diretto, in cui i vantaggi sembrano davvero innegabili, il capovolgimento di una posizione ideologica, che è stata fino ad ora sempre al centro del dibattito. Il consumo delle droghe - si diceva - deve essere lasciato alla libertà del singolo, che in cerca di emozioni e di affermazione della propria libertà, non deve rendere conto a nessuno delle sue scelte e delle loro conseguenze. Nemici delle droghe erano quindi coloro che in modo paternalistico cercavano di persuadere il soggetto a non drogarsi perché avrebbe danneggiato la sua salute.

Nello spot attuale non c'è nulla di tutto ciò. L'approccio è pragmatico: in Italia, ci dice il cane antidroga, coloro che si drogano sono ormai davvero tanti, tantissimi, troppi! Impossibile continuare a spedirli in prigione dove costano un sacco di soldi e occupano uno spazio che andrebbe riservato a ben altri colpevoli: ladri, assassini, violenti e corrotti. Il problema è semplice, se non possiamo legalizzare la droga, almeno depenalizziamone l'uso! L'argomentazione sul piano dialettico potrebbe fare presa su di un vasto pubblico che guardasse solo ad un aspetto del problema, quello droga-carcere, e poiché come è noto le carceri stanno scoppiando e la situazione delle carceri è insostenibile, allora evitiamo di mandare in carcere chi si droga… Smettiamo di utilizzare un sistema repressivo costoso ed inutile… D'altra parte sono anni che i radicali fanno la loro battaglie per le carceri e forse ora ne afferriamo meglio il senso, si tratta di una sorta di combinato disposto tra depenalizzazione dell'uso delle droghe e automatico svuotamento delle carceri.

Ma il problema non è solo questo! Questo è l'aspetto che riguarda la pubblica sicurezza e lo stato delle carceri. Non c'è solo il rapporto droga-carcere; c'è anche il rapporto droga-salute, droga-formazione, ecc… c'è anche la necessità da parte dello Stato di prevenire la diffusione dell'uso di droghe, che sono tutt'altro che innocue e nuocciono davvero alla salute, creando dipendenza e mantenendo attivo un circuito di criminalità secondaria, più o meno grave. Per procurarsi la droga il consumatore abituale, soprattutto in tempi di crisi, ruba e spaccia, aggredisce e partecipa ad iniziative di criminalità organizzata. E per questo spesso va in carcere, perché viene arrestato in flagranza di reato.

Per la giustizia Pannella ha coinvolto Berlusconi, il vero testimonial di questa campagna referendaria, capace di monopolizzare l'opinione pubblica e di stanarla da una sorta di comoda pigrizia estiva. Fautori e detrattori del mitico presidente, riconoscono comunque in lui il protagonista di un sistema, che ne ha fatto la vittima di una riforma mai compiuta. A questo punto l'asse Pannella-Berlusconi, scarsamente credibile se preso a parti separate, vuole capovolgere la situazione, facendo balenare la speranza di una giustizia più giusta. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
02/09/2013 - commento (francesco taddei)

se non ha il consenso di entrambe le parti un referendum non ha speranza di passare. figuriamoci 7-8-10 tutti insieme! se si farà, mancherà il quorum e la magistratura politicizzata e quella fannullona stravinceranno. B. ha firmato con le sue mani la sua sentenza.