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NO TAV/ Erri De Luca benedice la lotta "continua", ma dimentica Pasolini…

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Tocca ancora una volta ricordare Pasolini, e i suoi strali inascoltati contro i giovani borghesi che prendevano a sassate i poveri poliziotti, negli scontri che precedettero gli Anni di Piombo. Quei ragazzi armati di molotov, chiodi, cesoie, maschere antigas non sono eroi. Nulla giustifica la loro violenza, mossa dall’ideologia asservita ad altri padroni, ad una rabbia che è solo distruttiva e cerca nemici, muri da abbattere per darsi un senso e uno scopo.

Il Procuratore di Torino Giancarlo Caselli, rischiando parecchio, ha messo in guardia dai colpevoli silenzi di certa politica bisognosa di consensi nella sinistra più radicale, di tanti intellettuali che ancora una volta giustificano, spalleggiano, in buona o malafede, immemori dei disastri al paese e alle persone che tanti cattivi maestri hanno generato. Gianni Vattimo, un tempo filosofo capace di incantare gli studenti, di aprirsi con loro a dialoghi profondi e arditi, non ha più pensieri deboli da offrire e la saggezza della vecchiaia non lo salva dalla provocazione cattiva. Tra le sue ultime gesta, la visita in carcere ad alcuni militanti no Tav, accompagnato da altri manifestanti in veste di presunti assistenti, a portare solidarietà e magari dipanare strategie. Non si può, non si dovrebbe.

Ricordo sommessamente che un giornalista e politico come Renato Farina è stato colpito senza pietà per aver visitato in galera Lele Mora accompagnato da un suo giovane amico. Ad alcuni è lecito ciò che ad altri non è. Sarà la patente dell’intellettuale. Uno scrittore sensibile e libero come Erri De Luca critica aspramente Caselli, prendendolo per visionario. Ma quale arsenale, ma quale terrorismo. Resistenza pacifica, sabotaggio necessario, perché la Tav non s’ha da fare, punto.

De Luca, che si è salvato dal buio degli anni di guerra, che ha scelto lo studio al posto delle bombe, la solitudine al posto dei cortei armati di P38 non ricorda, o finge di non vedere. Le proteste in Val Susa non sono civili, non sono innocenti, non sono indenni da pericoli, sono l’agone dove si addestrano militarmente i nuovi “compagni che sbagliano”. Chi li ha protetti un tempo non ha chiesto scusa né pagato per la svista. Stia più attento stavolta.



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COMMENTI
02/09/2013 - erri de luca (Massimo Mascolo)

Non è che Erri De Luca non ricorda o finge di non vedere, semplicemente non ha mai rinnegato l'appartenenza al servizio d'ordine di Lotta continua negli anni 70 (ne è stato il responsabile romano!). Al quartiere don Bosco a Roma, chi era il fotografo che immortalava i nemici politici da bastonare o incendiare o sparare? Provate a indovinare. Io andavo a scuola da quelle parti e forse, visti i picchetti che si subivano e le minacce volantinate, sto dentro qualche archivio fotografico del buon Erri.