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Cronaca

NO TAV/ Erri De Luca benedice la lotta "continua", ma dimentica Pasolini…

Secondo lo scrittore Erri De Luca, i sabotaggi alla Tav sono utili per far comprendere che si tratta di un'opera nociva e inutile, ma non sono atti di terrorismo. Il commento di MONICA MONDO

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Chi conosce la Val di Susa, chi più in generale ama la montagna, i suoi silenzi, il suo verde, non può gioire per lo scempio ambientale causato dalla Tav. Chi conosce la Val di Susa e la immagina boscosa e segreta così come la attraversava il diacono Martino per far strada ai Franchi bellicosi, chi l’ha sentita raccontare dai vecchi, una zappata all’orto e un sguardo alle croci, lassù, sa le mille ferite di uomini aggrappati alle sue pendici, rifugiati nei suoi anfratti, i loro canti poderosi e dolenti, che parlavano di casa, di amore lontano, di Dio. In qualche passeggiata tra i rododendri capita ancora di trovare qualche bossolo, qualche scatola di sardine arrugginita, confusa tra le pietre. Chi ama questa valle conosce i balzi furtivi dei caprioli, le tane delle lepri, il nido dell’aquila. Sempre più rari, da proteggere o immortalare in quadri o racconti.

Perchè prima della Tav tanti anni fa è arrivata l’autostrada, e prima ancora il buco grande della montagna, il traforo del Fréjus, e dire che sembrò opera di ingegno e di braccia, che ha reso orgogliosi operai e valligiani. La Francia, parente e nemica, era più vicina. Poi sono arrivate le piste da sci, tra le più belle e lunghe d’Europa, e l’autostrada è ora un nastro continuo di luci, di automobili e camion, lungo il suo percorso si sprigionano fumi mefitici, che colorano i tramonti, ma significano veleno. Potenziare la linea ferroviaria con i treni veloci è fatalmente necessario. Non per il plauso ad un indefinito progresso, ma per smaltire le code al confine, perché il traffico su strada non è meno dannoso per l’aria e la gente. Si poteva discutere prima e meglio, coinvolgere in altro modo i valligiani anziché perdere anni e denaro in progetti rivedibili e peraltro rivisti. Ma c’è un lavoro da finire, al meglio per tutti, e lavoro da dare, per tanti che ne hanno bisogno. Quel che ci chiede l’Europa, che troppe volte ci impone, non è sempre indolore né bello. Ma se utile e giusto, si deve fare.

Da anni quella valle preziosa di natura e di storia, le rovine romane, le chiese medievali, i suoi castelli, è dilaniata da battaglie continue, combattute da chi nella valle non vive, non vivrà. C’era la protesta degli abitanti, all’inizio, con i loro sindaci, che adesso si indirizza contro quelle truppe venute da lontano, per cui la Tav è un pretesto, la lotta (ancora “continua”, per molti) è contro a prescindere, il governo, il sistema, la realtà che non ti piace e non si sa come amare.


COMMENTI
02/09/2013 - erri de luca (Massimo Mascolo)

Non è che Erri De Luca non ricorda o finge di non vedere, semplicemente non ha mai rinnegato l'appartenenza al servizio d'ordine di Lotta continua negli anni 70 (ne è stato il responsabile romano!). Al quartiere don Bosco a Roma, chi era il fotografo che immortalava i nemici politici da bastonare o incendiare o sparare? Provate a indovinare. Io andavo a scuola da quelle parti e forse, visti i picchetti che si subivano e le minacce volantinate, sto dentro qualche archivio fotografico del buon Erri.