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VIDEO SCARANTINO/ Mannino: lo stesso disegno dietro le stragi del '92 e Tangentopoli

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La cattura di Bernardo Provenzano (Infophoto)  La cattura di Bernardo Provenzano (Infophoto)

Non sono solo loro, sono numerosi gli innocenti che sono stati processati in Sicilia, e io sono uno di loro. Ma il vero scandalo è un altro…

 

Quale?

Era evidente fin dall’inizio che Scarantino fosse un pentito non attendibile.

 

Si può organizzare tutta l’azione giudiziaria delle Procure solo per le dichiarazioni di un pentito?

La sua deposizione è stata presa subito per buona senza averla verificata, controllata o riscontrata. Il vero punto è che cosa sia stato consentito ai pentiti.

 

Che cosa si voleva nascondere?

Non c’è dubbio che Cosa nostra avesse una potenza e una capacità criminale fortissima. La mafia ha insanguinato tutti gli anni ’80, spesso si dimenticano i delitti Mattarella, Costa e via di seguito. Per una mera “coincidenza casuale”, l’offensiva terroristica di Cosa nostra che portò all’uccisione di Falcone e Borsellino avvenne proprio nel momento in cui era in atto un attacco contro un intero sistema politico.

 

Si riferisce a Tangentopoli?

Nel 1992 si stava assistendo a un indebolimento dei partiti che avevano governato fino a quel momento, poi rimpiazzati e sostituiti da altri partiti. Per un mero caso, l’esplosione si Tangentopoli avvenne contestualmente all’uccisione di Falcone e Borsellino. L’effetto fu quello di destabilizzare lo Stato e destrutturare il sistema politico.

 

Chi aveva interesse a destabilizzare lo Stato italiano?

Erano in tantissimi che in quel momento avevano interesse a sbarazzarsi della Democrazia Cristiana. Tutti quelli che nei 40 anni di direzione politica del Paese da parte della Dc si erano ritenuti sacrificati. Non c’è dubbio che il gruppo dirigente di Occhetto fece un calcolo: una svolta eliminata la Dc, resteremo solo noi.

 

Che cosa c’entra tutto ciò con Falcone e Borsellino?

Pure coincidenze casuali. Può darsi che la mafia avesse compreso che si presentava una circostanza assai favorevole. A guardare bene le cose Riina e Provenzano nel 1992 segnarono il culmine della loro potenza criminale, ebbero ancora qualche ultimo guizzo l’anno successivo e poi iniziò il loro rapido declino. Nel 2013 Cosa nostra non ha più la stessa potenza criminale di 20 anni fa. Con il massimo di risultato, Riina e Provenzano ottennero l’avvio alla conclusione della loro dominanza sul terreno della violenza.

 

L’uccisione di Borsellino fu un autogol di Cosa nostra? 


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