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GIUSTIZIA/ Responsabilità civile dei magistrati, l'Ue apre procedura d’infrazione contro l’Italia

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L’Europa contro i magistrati italiani. La Commissione Ue ha fatto sapere di stare per aprie una procedura di infrazione contro l’Italia che non ha provveduto ad adeguarsi alla norma europea relativa ai risarcimenti danni “cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati”. Si fa riferimento in particolare alla sentenza del 24 novembre del 2011, in cui è stato sottolineato che la Repubblica italiana, “limitando la responsabilità ai soli casi di dolo e colpa grave”, non ha rispettato quegli obblighi “ad essa incombenti in forza del principio di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell’Unione Europea da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado”. L’Italia si è quindi affrettata a dare attuazione alla sentenza della Corte di giustizia europea, proponendo alcune modifiche in Commissione della legge 117/1998 che disciplina i casi di responsabilità dei magistrati: “Chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Nell’esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove”. Nonostante fossero in atto i “lavori per l’adozione del progetto Ue”, la Commissione ha stabilito che le autorità italiane “non hanno inviato alcune informazioni aggiuntive relative all’adozione e dell’entrata in vigore” di quanto comunicato dall’Europa, scegliendo dunque di aprire la procedura di infrazione.



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