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IL CASO/ Presidente Boldrini, io cucino sempre volentieri. E non mi sento "usata"

Laura Boldrini, presidente della Camera (Infophoto) Laura Boldrini, presidente della Camera (Infophoto)

L'uso del corpo della donna sexy e spesso ritoccata, finta cioè, che ammicca per vendere di più non può essere accostato all'immagine di una madre che prepara la cena: questo non è ammissibile, ma neppure ragionevole, questo sì è lesivo della dignità di una persona, della stessa realtà. 

Distinguiamo per piacere, un conto è il ruolo della donna, altro il suo corpo, l'uso che ne viene impunemente fatto. E che lei giustamente denuncia.

Ma credo anche che una casalinga, una badante rumena, una manager d'azienda abbiano tutte uguale dignità, gli stessi diritti, pur con ruoli ben diversi. Ciò che è importante davvero è il fatto che possano esercitare il rispettivo ruolo con la stessa libertà. Ecco, ho detto libertà.

Volete farmi credere che una manager sia più o meno libera di una mamma che prepara pranzo e cena? Che lei valga di più? Che una mamma non abbia scelto di essere mamma, ma una dirigente sì?

Permettete i dubbi. In fondo abbiamo tutti una mamma. Stranieri o italiani, come ci ricorda anche la pubblicità della P&G inglese, quella delle olimpiadi, con tutti gli atleti-bambini, sempre tali agli occhi della madre.

Allora apriamo gli occhi e turiamoci le orecchie. Certe affermazioni sono solo incoerenti, insensate, non montiamo polemiche, non ci scandalizziamo. Non ne vale la pena. Sorridiamoci sopra.

Guardiamo la realtà, in tutto il suo splendore e nella sua verità, nella felicità. È bello tornare a casa e trovare la pastasciutta pronta, anche per me che sono mamma; e che sia lui, mio figlio o mio marito che me la serve. E magari la domenica lavorare tutta la mattina per lo spezzatino e la polenta o altre meravigliose ricette italiane e metterci dentro tutto l'amore con cui mia nonna lo ha insegnato alla mia mamma e poi a me… e fare la torta di mele e i biscotti… e magari allattare, sì, al seno, il più piccolo. Vederli crescere e diventare uomini e donne, ugualmente belli e liberi, felici. In grado di scegliere il bene per sé stessi, il proprio ruolo, il proprio lavoro. 

Perché non è una pubblicità più o meno studiata dal marketing a decidere il mio bene, la mia dignità: ma uno Stato che garantisca lavoro, studio e un sistema egualitario, fiscale, giudiziario.

Ancor più a fondo: è una famiglia che ha educato alla condivisione e alla libertà, alla bellezza di servire gli altri con amore che permettono a un uomo (e a una donna) di essere giusto, onesto, che gli danno la forza di lottare perché tutti abbiano pari diritti e dignità.

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COMMENTI
26/09/2013 - Uomo usato? (claudia mazzola)

A proposito di donne vi parlo di un uomo, zio Lino 69 anni, è venuto a trovarci da Ascoli Piceno con un carico di pesce. Domenica ha cucinato per noi parenti dalle 9,30 alle 18,00. Ci ha servito e riverito ogni ben di Dio! Che ne dice la Boldrini?