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TELECOM/ Casson (Copasir): rischiamo di farci intercettare da chiunque

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Delle comunicazioni riservate non si può parlare pubblicamente. Alcune tipologie di queste conversazioni sono note, ma ovviamente le attività che si svolgono all’interno del Copasir sono riservate.

 

Dalla rete fissa passano le comunicazioni di ministeri e ambasciate e le intercettazioni telefoniche?

Questo è vero, ma il suo elenco non basta e non è completo. Entrambe le tipologie di rete, fissa e mobile, sono interessate da questo tipo di problema che quindi va tenuto presente sia in un caso sia nell’altro, anche se in modi diversi e con forme diverse.

 

In che modo occorre tenerne conto?

Ciò va fatto con riferimento alle attività che vengono svolte, le quali passano dalla rete fissa e mobile, sia che si tratti delle comunicazioni degli apparati di polizia e di sicurezza, delle ambasciate, della pubblica amministrazione, della politica e dei cittadini. Le misure di tutela devono quindi riguardare entrambi i sistemi, sia la rete fissa che la telefonia mobile.

 

Lei sarebbe favorevole a uno scorporo della rete fissa da Telecom?

È una valutazione che va fatta. Certamente è un dato importante che potrebbe garantire una maggiore sicurezza.

 

Quali altre soluzioni propone?

Questi sono i momenti in cui se ne sta pensando e discutendo all’interno del Copasir.

 

Il governo italiano potrebbe chiedere di ridiscutere gli accordi tra Telecom e Telefonica per garantire la sicurezza nazionale?

Questo è uno degli aspetti importanti, oltre a essere argomento di discussione in questi giorni, ma non è l’unico. E soprattutto non in modo così lineare come lo espone lei, in quanto la situazione è decisamente più complicata.

 

C’è il rischio che gli spagnoli leggano i nostri dati?

Ormai li stanno leggendo praticamente tutti, dagli Stati Uniti in avanti. Non è complicato leggerli, la questione è che comunque delle misure minime di tutela e sicurezza vanno lasciate, altrimenti si rischia di lasciare l’accesso indiscriminato a tutti.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
27/09/2013 - Sen. Casson, sa come funziona la rete telefonica? (Giuseppe Crippa)

Mi stupiscono – ma non troppo, conoscendo la storia del sen. Casson, le cui ipotesi investigative non sempre hanno retto le conseguenti verifiche processuali - le sue affermazioni apodittiche sulla insicurezza delle comunicazioni telefoniche italiane, sia ora che in futuro dopo la vendita di alcuni pacchetti azionari della società che controlla Telecom Italia ma non darei loro troppa importanza senza aver prima letto i giudizi di tecnici competenti per esempio in crittografia dei dati.