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CARCERE/ Dall'Italia all'America latina, così un detenuto diventa "imprenditore"

"Qui entra l'uomo, il delitto resta fuori" (Infophoto)

L'obiettivo di EUROsociAL è quello di condividere con i paesi latinoamericani politiche che hanno portato risultati positivi. Un esempio è la  legge193/2000, cosiddetta Smuraglia, che ha introdotto nell'ordinamento italiano strumenti e procedure volti ad agevolare l'avvio di iniziative imprenditoriali che coinvolgono i detenuti e che è stata recentemente rifinanziata.

Prima di questa legge, le iniziative lavorative all'interno delle carceri, per la prima volta regolate dalla legge del 26 luglio 1975 n. 354, rimanevano per lo più confinate ad attività svolte per la stessa Amministrazione penitenziaria, principale datore di lavoro. Quindi si trattava, fondamentalmente, di lavori confinati all'interno delle mura carcerarie.

Con la nuova legge Smuraglia, invece, grazie alla decisione di concedere sgravi fiscali alle imprese che assumono lavoratori detenuti o che svolgono attività formative, aumenta il numero delle aziende esterne e delle cooperative sociali interessate a stipulare una convenzione con le amministrazioni penitenziarie.

Si instaura, in questo modo, un legame diretto tra le imprese e i detenuti-lavoratori in veste di dipendenti diretti che non hanno più come unico datore di lavoro l'amministrazione penitenziaria ed hanno la possibilità di apprendere competenze specifiche utilizzabili per un futuro reinserimento lavorativo.

A partire da questa legge sono, infatti, aumentate le iniziative destinate al reinserimento lavorativo dei detenuti, tra le quali occorre menzionare le attività svolte nel carcere Due Palazzi di Padova e quelle del carcere milanese di Bollate, ma non solo.

I dati confermano il successo di questo approccio: la recidiva dei detenuti che lavorano attivamente presso le cooperative sociale o nelle imprese all'interno del carcere è di circa il 2%  rispetto al 70% nazionale.

Quello sull'inserimento lavorativo dei detenuti, tema come abbiamo visto di estrema urgenza per l'America latina ma altrettanto delicato anche per il nostro paese, è solo uno dei tanti settori di intervento su cui si stanno confrontando l'Unione Europea e il continente latinoamericano, sempre più vicini nell'affrontare tematiche simili. 

La cooperazione tra i due continenti, già alleati naturali in virtù dei vincoli storico-culturali che li legano, si sta infatti ulteriormente rafforzando in un momento come quello attuale in cui entrambi stanno riconfigurando i propri sistemi di protezione sociale, come peraltro evidenziato dal piano di azione EU-LAC 2014-2020 che stabilisce tra le proprie priorità di intervento quella dell'integrazione regionale per promuovere l'inclusione e la coesione sociale.

Lorenzo Tordelli, senior officer social protection and employment policies area, EUROsociAL Programme

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