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ANIMALISTI/ Un cane per amico: così il Nulla prende (in prestito) la nostra vita

Pubblicazione:lunedì 30 settembre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 30 settembre 2013, 11.45

Obama con Bo, il cane della Casa Bianca (Infophoto) Obama con Bo, il cane della Casa Bianca (Infophoto)

Non ci vuole la sociologia o la psicologia comportamentale per capire. Basta ascoltare la meravigliosa canzone del gruppo “La Compagnia dell’Anello”: “Anche le pietre parlano italiano” per cogliere la differenza fra uomini che amano l’Ideale della vita e chi fa di tutto per renderla innocua e riprodurre quanto scritto sui pacchetti si sigarette: “Nuoce gravemente alla salute”. Rapporto con l’infinito o testa nella ciotola. Si conosce per partecipazione alla realtà che si conosce, diceva San Tommaso d’Aquino, o per immedesimazione, come richiamava don Giussani.

Se uno si immedesima nella visione metafisica e naturale, insieme, del Quarnaro che si apre davanti agli occhi dell’anima, non ha bisogno di comprare cani, perché vuole la vita avventurosa e capace di destare nella camera interiore dell’anima la sperdutezza o l’impotenza del bambino che si affida ad un Altro; chi ha detto basta e ha cessato di scorgere nella donna un tempo amata che vive accanto a lui da decenni un segno di qualcos’altro, nei propri figli un miracolo di vita, nella vita quotidiana un mare aperto di segni che sussurrano lievemente, “più in là”, bene, pover’uomo, dal suo punto di vista, non può che comprare un cane o due cani, portarli a spasso con fare da conquistatore, come vedo fare a certi cinquantenni o sessantenni, dimentichi della storia e delle radici della vita. Non compra qualcosa d’altro, un cane; non si muove per immedesimazione, perché questa è la legge della vita, i simili stanno con i simili, e tutto alla fine torna.

Torna, ma non chiude la partita vera: tutti un giorno moriremo. E, là dove giungeremo, la testa nella ciotola è affare del passato; lì si aprono altre frontiere. Il rischio, per certuni, è cercare, nel negozio di animali, il pasto per il pastore maremmano lasciato laggiù. L’immedesimazione non abbandona mai l’anima, neanche nel punto Omega della vita.



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COMMENTI
30/09/2013 - E ALLORA ? (Guido Gazzoli)

leggendo questa nota mi viene subito in mente la superiorità dell'uomo sugli animali . Difatti l'uomo per secoli si è reso responsabile di carneficine immonde solo per chiamare la STESSA persona con un nome diverso..in nome di Dio, Jahvè , Allah sono stati compiuti atti deliranti , che purtroppo continuano .Basti pensare ai 5 milioni di esseri umani immolati "In nombre de Dios" nella sola "conquista" dell'America..tanto per citare un fatto Ma non si limita a questo..elimina pure il diverso ... E allora viene da pensare che l'aforisma di Oscar Wilde : " più conosco l'essere umano più amo gli animali" sia dettato da un sano realismo e disti veramente moltissimo dal totem evocato dall'estensore dell'articolo .

 
30/09/2013 - Io voglio un Uomo per amico. (claudia mazzola)

Bellissimo articolo! Anche io avevo un cane e lo trattavo da cane, giusto no?