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IMMIGRATI/ Siracusa, profuga dalla Siria non sopravvive al viaggio: i suoi organi salvano tre italiani

Gli organi di una donna siriana di 49 anni fuggita da Damasco e morta sul barcone che avrebbe dovuto portarla in Italia, salveranno la vita a tre pazienti italiani. Ecco la sua storia.

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Era fuggita da Damasco in cerca di un futuro migliore, ma ha perso la vita in mare, sul barcone che la stava portando in Italia. La drammatica storia di una donna siriana di 49 anni, che lavorava come infermiera nella città da cui è scappata insieme al marito e ai due figli, oggi ha salvato la vita a tre cittadini italiani, due siciliani e uno calabrese. All’ospedale Umberto I di Siracusa, infatti, il marito della donna ha autorizzato la donazione degli organi: "Per le sue gravi condizioni di salute verificate al momento dello sbarco, con evidenti segni di sofferenza cerebrale, era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Umberto I e, dopo due giorni, per l’aggravarsi delle condizioni, era stata trasferita nel reparto di Rianimazione – ha detto Franco Gioia, coordinatore dell’Ufficio Trapianti dell’Asp di Siracusa -. Il decesso è avvenuto ieri sera e il marito, pur nella sofferenza per la perdita della propria consorte, travalicando i confini della disperazione per la guerra che li ha costretti a fuggire e il proprio credo religioso islamico, non ha esitato a dare un segnale di grande altruismo al popolo che li aveva accolti acconsentendo al prelievo di fegato e reni per restituire la vita ad altre tre persone". Ha raccontato quanto avvenuto anche Maurilio Carpinteri, il medico rianimatore che ha assistito la donna siriana: "E' stata un'esperienza toccante, che insegna cosa è la vera solidarietà. Il marito e i due figli adolescenti hanno superato ogni istintiva diffidenza e si sono completamente affidati. In un momento di grande disperazione ci hanno regalato tutto quello che avevano con una dignità davvero esemplare".

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