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IL CASO/ Morresi: la nuova "bisessualità" di Veronesi? Un mix di ideologia e follia...

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Umberto Veronesi (Infophoto)  Umberto Veronesi (Infophoto)

Se ad essere ereditati saranno i comportamenti, allora Veronesi sta parlando di un'evoluzione diversa da quella che conosciamo, e comunque sarebbe una teoria tutta da dimostrare. Come ho già detto, è necessario distinguere i comportamenti sessuali dal corpo sessuato: del primo caso si può anche discutere, ma probabilmente sarebbe opportuno consultare uno psicanalista.

 

Si legge poi che la diminuzione delle differenze fra generi porterà a una valorizzazione della donna e della femminilità. E' d'accordo?

Veronesi dovrebbe ricordare tutto il pensiero basato sulla differenza tra corpi sessuati. La diminuzione delle differenze fra generi non valorizza proprio niente, ma rappresenta solo di un appiattimento verso un individuo asessuato che non ha nulla a che fare con il genere umano.

 

E aggiunge che questa valorizzazione può influire sul desiderio di cambiare  sesso...

Io mi attengo ai fatti, senza entrare nel campo delle opinioni e della libertà personale: c’è un'ampia tradizione del pensiero della differenza che in Italia ha ancora rappresentanti significative come Luisa Muraro, la quale avrebbe certamente molto da dire a riguardo e senza dubbio nella direzione opposta rispetto a quanto sostenuto da Veronesi.

 

Si sostiene infine che sono in aumento le richieste di cura per neonati dal "sesso incerto" e che questo "biologicamente è una patologica accentuazione della bisessualità". Cosa ne pensa?

Non è possibile sapere se tali patologie siano più numerose rispetto al passato, ma l'ipotesi secondo cui questo rappresenti un’introduzione alla bisessualità non mi convince affatto. E’ molto probabile che queste patologie non siano aumentate rispetto al passato, ma che semplicemente siano più segnalate. Da sempre sappiamo dell'esistenza di patologie che riguardano l’apparato genitale e che rendono difficile l'immediata attribuzione del sesso, ma che ci sia un aumento di richieste di cure potrebbe anche essere un fatto positivo.

 

Come mai?

Perché rappresenterebbe una volontà non di nascondersi, ma di curare. Un conto è venire alla luce, un altro è il verificarsi di nuove patologie. Le faccio un esempio: si dice che siano in aumento i casi di spettro autistico, chiamato così perché l’autismo si può presentare in tante forme diverse, ma quasi certamente non è davvero aumentato il numero di persone affette da una sindrome autistica. Il numero è in aumento perché oggi si possono avere diagnosi corrette di patologie che prima non si conoscevano. Detto questo, è assolutamente necessario capire se davvero il numero di queste patologie è in aumento, e poi individuarne le cause. Ma tra questo e un'ipotesi di bisessualità c’è comunque un abisso.

 

(Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/09/2013 - liberi (luisella martin)

A mio parere,sperimentiamo oggi una dilagante libertà di parola; se le parole cambiano, vuol dire che è cambiato il pensiero! Dal momento poi che è cambiato il pensiero, cosa assolutamente lecita, eccoci pronti a registrare il nuovo pensiero, certi che del vecchio nessuno si ricordi più. Ciò crea una confusione ed una stupidità generale non numerabile. Il professor Veronesi ha detto molte cose nella sua vita ed ha avuto l'opportunità di farsi leggere sui giornali e sulle riviste. Cosa diceva 50 anni fa della bisessualità? Ne parlava? Ne era affascinato? Ricordo di averlo sentito parlare della prevenzione dei tumori e del danno del fumo sebbene credo che le leggi più restrittive sul fumo le abbia fatte un altro. Veronesi è stato fortunato: non gli hanno dato il premio Nobel per la pace come ad Obama! Sicché può dichiarare guerra alle leggi della natura, a Darwin e alle teorie evoluzioniste più valide oggi, senza che nessuno si scandalizzi.